Qual è la reazione dei mercati obbligazionari agli sviluppi in Medio Oriente e all’aumento dei prezzi dell’energia?

 

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Luke Hickmore, Investment Director, Fixed Income di Aberdeen Investments, ha dichiarato:

“Il mercato obbligazionario è molto concentrato sui problemi che potrebbero emergere nei prossimi mesi a causa dell’aumento dei prezzi degli idrocarburi, in particolare sull’impatto del gas naturale in Europa e nel Regno Unito. I gilt britannici sono stati tra gli asset con le peggiori performance durante questo movimento, con i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni saliti di circa 0,5 punti percentuali nel corso del conflitto. Mentre i gilt a più breve scadenza stanno iniziando a prezzare un rialzo dei tassi da parte della Bank of England già a giugno.
Luke Hickmore
Al contrario, il credito investment grade non sta ancora prezzando in modo significativo uno scenario di stress economico. Secondo quanto emerge dal mercato, gli spread (il rendimento extra richiesto per detenere obbligazioni societarie) si sono mossi leggermente. Ma continuano a riflettere l’elevata solidità fondamentale della maggior parte delle grandi aziende in questo contesto.
È probabilmente qui che si concentrerà il rischio nelle prossime settimane: se dovessimo assistere a persistenti problemi di offerta nel petrolio e nel gas, con un impatto duraturo sulla qualità creditizia delle imprese, è probabile che il credito corporate registri una sottoperformance.
Negli ultimi mesi abbiamo progressivamente migliorato la qualità dei portafogli nel credito, riducendo il rischio e mantenendo una quota di liquidità superiore alla norma. Non è ancora il momento di impiegare quella liquidità.”

Mark Munro, Investment Director, Fixed Income di Aberdeen Investments, ha aggiunto:

“L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato ha contribuito in modo significativo ad assorbire parte della pressione sui mercati, impedendo che gli spread del credito si ampliassero quanto ci saremmo potuti aspettare prima dell’inizio del conflitto.
Mark Munro
È ancora troppo presto per aumentare il rischio in portafoglio. Sarebbero necessari segnali di de-escalation (finora abbiamo visto l’opposto), un periodo di tempo sufficiente affinché si inneschi un ciclo di feedback positivo verso la de-escalation (chiaramente non ne è ancora trascorso abbastanza) oppure valutazioni estremamente interessanti (come detto, gli spread del credito non si sono ancora ampliati a sufficienza).
Molti osservatori stanno ora tornando a consultare i precedenti storici per capire quali condizioni potrebbero portare a un peggioramento della situazione. In genere, ciò richiede picchi nei prezzi dell’energia sostenuti per diversi mesi, una risposta di politica monetaria restrittiva da parte delle banche centrali oppure segnali di deterioramento dei dati macroeconomici tali da indicare una possibile recessione. Questo non significa che alcuni di questi fattori non possano materializzarsi, ma al momento nessuno di essi è chiaramente all’orizzonte.”

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Redazione

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