A colloquio con Massimo Trabattoni, head of Italian Equity di Kairos Partners Sgr

L’Europa è tornata a essere uno dei best performer azionari a livello mondiale. In questo contesto ritenete opportuno dare più spazio alla Borsa italiana?
Riteniamo che le prospettive del mercato italiano rimangano interessanti anche per il breve e medio periodo per via della sua composizione, considerato che l’indice principale (Ftse Mib) è caratterizzato da un’elevata concentrazione di settori esposti a driver opposti. A titolo d’esempio, basti pensare che i due settori più pesati nel listino italiano sono i finanziari (c. 50%) e le utility (c. 20%): i primi sovraperformano in uno scenario di tassi al rialzo, mentre le seconde, in quanto “bond proxy”, al contrario sovraperformano quando i tassi sono in calo. Di conseguenza, questa elevata dispersione settoriale crea un contesto particolarmente favorevole per una gestione attiva volta alla generazione di alpha.

A ciò si aggiunga che le società italiane quotate ma non incluse nel Ftse Mib, come ad esempio le società a piccola e media capitalizzazione, sono coperte da un numero sensibilmente inferiore di analisti e pertanto sono spesso fuori dai radar degli investitori istituzionali. Di fatto, stimiamo che il livello di copertura da parte del sell-side nei confronti delle large cap sia in alcuni casi fino a dieci volte superiore rispetto a quello verso le small e mid cap.
Questo divario rende le PMI italiane particolarmente attrattive per gli investitori interessati a cogliere inefficienze di mercato e che abbiano un approccio fondamentale bottom-up e un orizzonte di investimento sufficientemente lungo da poter accompagnare gli imprenditori lungo tutte le fasi di crescita dell’azienda.
A vostro giudizio, quali sono i fattori che potrebbero in prospettiva fornire una spinta al rialzo al listino italiano e quali invece i rischi da non sottovalutare?
La prima sacca di valore sottostimata dal mercato è quella degli oil services, che trattano a valutazioni attrattive in quanto scontano (secondo noi a torto) un rallentamento ciclico dovuto alle attese di una persistenza di bassi prezzi del petrolio, tralasciando invece la recente ricostituzione di un portafoglio ordini sano e solido e il momentum di raccolta ordini ancora buono. Riteniamo poi che il mondo dei semiconduttori “non-AI”, a servizio di applicazioni fisiche come le auto, gli industriali e l’elettronica di consumo, sia alle porte di un forte ciclo di domanda che il mercato non sta ancora apprezzando, e che sarà ulteriormente accelerato dal lancio di nuovi prodotti.
In aggiunta, il settore delle telecomunicazioni rimane una delle aree di maggiore convinzione: la crescente probabilità di un consolidamento del mercato a livello europeo prospetta un notevole upside sia per gli attori protagonisti in prima persona dell’M&A (con l’acquirente che conquisterebbe inorganicamente le quote di mercato dell’acquisito) sia per i player rimanenti (per il beneficio in termini di pricing derivante da una minore competizione e per il tramite di interventi mirati di riequilibrio dei mercati da parte dei regolatori).
Per quanto riguarda le aree di cautela, siamo dubbiosi sulle prospettive del mondo del lusso: è probabile che nei prossimi anni il contributo della Cina alla crescita del settore debba essere pesantemente ridimensionato e che la recente spinta al rialzo dei prezzi abbia forzato fuori dal mercato tutta la fascia di consumatori aspirazionali.
In chiusura, segnaliamo come tutto il comparto delle PMI tratti ancora a valutazioni estremamente a sconto a causa della bassa visibilità macroeconomica e dell’elevata instabilità geopolitica, ma che per noi continua a essere un’asset class di valore se approcciata con selettività e attenzione ai fondamentali.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

