Borsa Italiana, outlook positivo grazie alla forte crescita degli utili

Intervista a Toby Warburton, Co-Head of Portfolio Management, Active Quantitative Equity, State Steet Global Advisors

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Cosa vi aspettate dalla Borsa italiana nel 2022? Quali settori privilegiate in questa fase e quale tipologia di titoli potrebbe performare meglio nel medio termine?
Toby Warburton

I fondamentali hanno iniziato a riaffermarsi nel corso del 2021 e la performance del mercato azionario italiano, come quelle della maggior parte degli altri mercati, è stata trainata dagli utili piuttosto che dall’espansione dei multipli.

Alcune metriche di valutazione, come i rapporti prezzo-utili futuri, per il mercato italiano sono effettivamente più basse quest’anno. Ma la forte crescita degli utili ha portato ad una performance del mercato positiva.

La crescita degli utili è uno dei pilastri su cui si basa il nostro outlook positivo per il 2022. Pensiamo che le azioni dell’Italia, e quelle dell’Eurozona in generale, siano in una sorta di punto ottimale al momento.

Le aziende di quest’area stanno beneficiando di elevate aspettative di rendimento per il 2022. E sono supportate da valutazioni significativamente più convenienti rispetto a quelle degli Stati Uniti e dei mercati azionari globali più ampi.

I titoli ciclici dovrebbero beneficiare dell’avanzare della ripresa. Vediamo opportunità, ad esempio, nel settore dei beni di consumo discrezionali. Bilanciamo questa view con posizioni in aziende di qualità superiore nel settore dei beni di consumo di base, che con ogni probabilità avranno un pricing power maggiore in un contesto inflazionistico.

Per beneficiare del rialzo economico e degli utili nella regione, vediamo alcune convincenti opportunità nel medio periodo in alcuni titoli di small-cap europee, anche se la selezione dei titoli sarà fondamentale.

L’inflazione italiana continua a salire (anche se a ritmi inferiori rispetto a quella europea). La crescita dei prezzi al consumo può aiutare a gestire meglio l’enorme debito pubblico ma potrebbe danneggiare alcune attività economiche quotate. Qual è la vostra view a tal proposito?

L’Italia non è l’unica a vedere l’aumento delle pressioni inflazionistiche. E il mercato è giustamente focalizzato su quanto di questo aumento sia veramente transitorio e quanto strutturale.

Mentre monitoriamo il flusso di dati alla ricerca di maggiore chiarezza sul tema e osserviamo le successive azioni dei politici, riteniamo che sia importante trovare il giusto equilibrio in un portafoglio e non essere troppo esposti in un senso o nell’altro. Le aziende di qualità superiore dovrebbero essere in grado di resistere meglio alla tempesta se l’inflazione dovesse portare a una stretta monetaria.

I titoli più economici, nei settori ciclici, possono anche essere una copertura contro l’inflazione; le valutazioni saranno sostenute dall’aumento dei rendimenti obbligazionari. Mentre le forti aspettative di crescita degli utili possono attenuare l’aumento dei costi di produzione.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.