A colloquio con Gianrito Nicodemo, portfolio manager di Zest

Quali opportunità individuate nel mercato azionario italiano nell’attuale scenario?
L’Italia è un paese il cui listino offre buone possibilità di investimento anche in fasi non semplici come quella attuale. Enel, Poste, tra i titoli più conosciuti al grande pubblico, rappresentano al momento buone possibilità di investimento ad esempio.

Per quanto riguarda Enel, le utilities quest’anno possono sfruttare ancora scenari di prezzo a loro favorevoli con margini in crescita grazie al rientro dei prezzi del gas e del petrolio. Ha una politica molto interessante su energia pulita, sta vendendo assets non strategici rientrando bene sulla parte debitoria, e offre un generoso dividendo.
Poste ha visto la conferma del CEO Del Fante alla guida del gruppo, elemento assolutamente fondamentale nel proseguire il piano di sviluppo e trasformazione della società nell’ottica della razionalizzazione, dello sviluppo e della redditività. La società ai valori attuali tratta a 7 volte gli utili, offre un dividendo del 7% circa e ha ancora molte possibilità di sviluppo guardando avanti.
Il peso dei titoli bancari è molto elevato all’interno dell’indice FTSE MIB. Dopo anni di sofferenza, gli utili delle banche italiane hanno archiviato il 2022 con una crescita record. Si tratta di un buon auspicio per la potenziale performance dell’indice nel medio termine?
Le banche sono da sempre croce e delizia del nostro listino. Non v’è dubbio che al momento attuale le banche, grazie al rialzo dei tassi d’interesse vivono un momento molto favorevole dal punto di vista della generazione degli utili. Ma non dimentichiamo che veniamo da dieci anni in cui i tassi d’interesse sono solo scesi. E le banche sono state sottoposte a processi regolatori molto stringenti da parte dei regolatori europei.
Oggi gli istituti di credito si trovano in una situazione di bilancio sana, hanno enormemente migliorato la loro struttura operativa e di costi, generano buoni utili, e pagano ottimi dividendi. Questo non vuol dire che non incorrano nei normali rischi che il business da sempre presenta nei suoi vari cicli.
Le aspettative che il settore facesse bene erano alte da parte di tutti. Si sono sottostimati alcuni rischi ciclici e abbiamo visto quel che è successo sulle banche regionali americane e il riverbero avuto sul settore un po’ ovunque. Prima quindi di puntare tutto sulle banche facciamo attenzione, ma non trattiamole come il malato del sistema, perché così non è più.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

