Il pricing power in una fase inflazionistica e il posizionamwento competitivo hanno favorito le large caps. Tuttavia, le small cap offrono opportunità. A colloquio con Federico Polese fondatore di Simplify partners

Negli ultimi anni, le small cap Usa non hanno tenuto il passo delle large cap. Credete che in futuro possano materializzarsi condizioni più favorevoli al segmento dei titoli a bassa capitalizzazione?
Negli ultimi anni, soprattutto a partire dalla pandemia di Covid-19, si è osservata una divergenza significativa tra le performance delle mid cap (rappresentate dall’indice Russell 2000) e le large cap (S&P 500) nel mercato statunitense. Mentre l’EPS (Earnings Per Share) delle large cap ha superato i $190 per azione, oltrepassando di $40 il trend degli ultimi 20 anni, quello delle mid cap è rimasto stagnante a $26, allineato alla media storica.
Questa discrepanza può essere attribuita principalmente a due fattori. Il primo riguarda la maggiore capacità delle large cap di negoziare i prezzi (pricing power), sia in acquisto che in vendita, un vantaggio che diventa cruciale in periodi di alta inflazione. Il secondo fattore è il posizionamento competitivo più solido delle large cap, che le rende più resilienti e capaci di acquisire quote di mercato in tempi di crisi.
Attualmente, con un’economia americana prevista con crescita stabile o in lieve rallentamento, gli EPS attesi delle mid cap mostrano una maggiore sensibilità (beta più alto) al contesto incerto e si prevede una contrazione più marcata dei loro EPS. Tuttavia, questo non preclude necessariamente future opportunità.

In quali settori dell’economia Usa ritenete si possano individuare le migliori opportunità per investire nelle small cap?
Nell’investire nelle small e mid cap negli Stati Uniti, è fondamentale esaminare attentamente la generazione di cash flow, privilegiando aziende con una crescita robusta in questo ambito.
L’innovazione di prodotto emerge come il principale motore di crescita e può fungere da catalizzatore per il passaggio da mid a large cap. Guardando ai settori specifici, le aree di tecnologia, discretionary goods e energia rinnovabile (grazie al piano Biden per le infrastrutture) hanno potenziale.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

