In contesto moderatamente favorevole abbiamo spostato il focus sull’Asia, in particolare su Indonesia e Corea del Sud. Francesco Sandrini, head of multi-asset strategiesm e di John O’Toole, head of multi-asset investment solutions, di Amundi

Il contesto economico è abbastanza favorevole: visto il  rallentamento meno pronunciato dell’economia statunitense non dovrebbe esserci un massiccio crollo degli utili e quindi escludiamo una recessione degli utili nel 2024. Tuttavia, crediamo che le aspettative dei
mercati siano troppo ottimistiche sia per gli Stati Uniti, sia per l’Europa. Rimaniamo quindi vigili sulle azioni dei paesi sviluppati, mentre valutiamo alcuni paesi, soprattutto asiatici, dove il contesto è migliore. Manteniamo invece la nostra view positiva sui titoli di Stato e siamo dell’idea che gli investitori dovrebbero avere un’esposizione ben diversificata, attraverso le commodity.

Idee ad alta convinzione.

Rimaniamo prudenti sulle azioni statunitensi ed europee, mentre ora siamo leggermente positivi sul Giappone, protagonista di una ripresa nel settore dei servizi: le riforme societarie e le trattative salariali in corso dovrebbero aiutare inoltre l’economia a uscire dalla spirale deflazionistica. Riguardo ai paesi emergenti, dopo il rally del Messico, abbiamo spostato il focus sull’Asia, in particolare Indonesia e Corea del Sud (ciclo dei semiconduttori) per via di alcuni fattori idiosincratici, e rimaniamo positivi sull’India. Come avevamo previsto, il calo dell’inflazione prosegue sia negli USA, sia in Europa. Rimaniamo quindi positivi sulla duration statunitense ed europea, ma sappiamo di dover rimanere agili in entrambe le regioni perché le elezioni negli Stati Uniti potrebbero avere un impatto sulla prudenza fiscale. Manteniamo la nostra view sull’irripidimento della curva negli Stati Uniti e in Canada e siamo ancora costruttivi sui titoli di Stato italiani, i BTP. Per contro, continuiamo ad avere un’opinione negativa sui titoli di Stato giapponesi, i JGB, che potrebbero risentire dell’outlook economico moderatamente positivo sul Giappone. Ciò funge anche da elemento di diversificazione per la nostra posizione complessiva sulla duration. Le obbligazioni dei mercati emergenti continuano a dimostrare un forte potenziale viste le indicazioni di una svolta da parte delle banche centrali dei paesi sviluppati che potrebbe portare a un calo dei tassi negli Stati Uniti. Anche la crescita robusta dei mercati emergenti è positiva, ma prestiamo grande attenzione ai rischi geopolitici e alle sanzioni. Nel credito, le obbligazioni societarie europee di grado elevato rappresentano un’opportunità grazie all’ottima qualità e alle interessanti valutazioni relative che dovrebbero beneficiare dell’allentamento della politica monetaria. Tuttavia non ci piacciono le obbligazioni High Yield statunitensi perché le valutazioni sono elevate. Per quanto riguarda le valute, la politica della Fed ha un ruolo determinante nei movimenti del dollaro e crediamo che il biglietto verde incontrerà delle difficoltà non appena la banca centrale americana inizierà a tagliare i tassi, mentre potrebbe rafforzarsi nel breve termine perché i mercati hanno già scontato con troppa rapidità dei tagli eccessivi dei tassi di interesse. Abbiamo pertanto ridotto la nostra posizione positiva sullo yen rispetto al dollaro statunitense. Lo yen rimane una buona copertura in un contesto dominato dai rischi per la crescita globale. Nei paesi emergenti non ci aspettiamo un forte apprezzamento delle valute, ma manteniamo una preferenza relativa per l’America Latina.

Rischi e coperture.

Alla luce delle tensioni geopolitiche nel Medioriente e delle numerose notizie recenti sugli eventi nel Mar Rosso, risulta necessario dotare il portafoglio di coperture come il petrolio per tutelarsi dai rischi geopolitici. Nel rally recente le quotazioni del greggio non sono salite tanto quanto quelle delle altre materie prime cicliche, lasciando margini per ulteriori rialzi.

 


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Redazione

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