Le cedole offerte dalle obbligazioni societarie rappresentano un valido cuscinetto per proteggersi da un eventuale ampliamento degli spread. Payden & Rygel
La prima metà del 2025 è stata caratterizzata da una marcata volatilità sui mercati obbligazionari. In questo contesto, è opportuno ricordare che i rendimenti dei titoli di Stato, privi di rischio, si mantengono su livelli elevati. Questo significa, anzitutto, che gli investitori oggi beneficiano di una remunerazione più elevata per un rischio di duration aggiuntivo rispetto allo scorso decennio.
In secondo luogo, rendimenti governativi sostenuti contribuiscono ad accrescere il cosiddetto “yield cushion” dei bond societari, ovvero il rendimento per unità di duration. In altre parole, il livello attuale dei rendimenti è tale da generare un flusso cedolare in grado di assorbire un moderato allargamento degli spread corporate.
Si tratta di un elemento rilevante in questo contesto. Come ha affermato il presidente della Federal Reserve Jerome Powell durante l’ultima audizione al Congresso, la prossima mossa della Banca Centrale sarà presumibilmente un taglio dei tassi, la cui tempistica dipenderà dall’andamento dell’inflazione e del mercato del lavoro.
Se i prezzi rimanessero sotto controllo e la Fed procedesse effettivamente con un allentamento monetario, ci si potrebbe attendere un calo dei rendimenti governativi lungo l’intera curva nei prossimi sei-dodici mesi. In questo scenario, il cuscinetto offerto oggi dal credito corporate può rappresentare un valido elemento di protezione contro un eventuale ampliamento degli spread, soprattutto in caso di indebolimento dell’economia. Con l’attuale volatilità, riteniamo fondamentale concentrarsi sui trend strutturali sottostanti.
Redazione
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