La situazione che le aziende di tutta Europa si trovano attualmente ad affrontare, a seguito dell’impatto del coronavirus, è senza precedenti sia per la sua velocità che per la sua entità. I retailer si trovano a dover affrontare una situazione in cui gli store di intere catene sono chiusi, le compagnie aeree sono costrette a lasciare a terra tutti i velivoli tranne una manciata di aerei e nella maggior parte dei casi si chiede a tutto il personale di lavorare da casa. Sia la domanda che l’offerta ne risentono, su scala globale e a un livello senza precedenti. Secondo le previsioni di Goldman Sachs, il PIL europeo dovrebbe subire una contrazione del 12% nel secondo trimestre di quest’anno, un calo mai visto nella storia contemporanea in tempo di pace.

Negli ultimi 30 anni, non abbiamo mai assistito, nella gestione di azioni europee, a una situazione così sfidante per le realtà di qualità.

Alistair Wittet, Comgest

Per alcune, la natura difensiva dei loro beni o servizi offrirà protezione, come nel caso di Lonza e Sartorius Stedim Biotech – entrambi fornitori per l’industria farmaceutica. Per altre, meno fortunate, sarà la solidità patrimoniale a distinguerle man mano che le vendite sfumeranno. La liquidità netta nel bilancio di Wizz Air o la generazione di free cash flow di Safran le pone in buona posizione, soprattutto se paragonate alla concorrenza caratterizzata da un elevato debito e non così ben amministrata. Per gli altri player sarà fondamentale la capacità di adattamento.

Capgemini, ad esempio, ha con successo messo l’85% del personale in India in smartworking.

Al di là delle implicazioni puramente finanziarie, tuttavia, sono probabilmente le qualità intangibili a colpire di più. È indicativo l’esempio di Orpea, gestore di istituti di cura il cui personale amministrativo ha scelto di uscire di casa per prestare aiuto in alcuni dei centri del gruppo, nonostante gli ovvi rischi che ciò comporta.

Capgemini è riuscita nel tentativo di acquisire Altran per diventare leader nella trasformazione digitale delle aziende industriali e tecnologiche.

Il titolo però è sceso per timori legati alle implicazioni sul bilancio dell’operazione. Abbiamo anche visto un significativo calo nel prezzo del titolo di Grenke, il fornitore di servizi di leasing alle piccole imprese e ai liberi professionisti, e per le aziende con un’impronta retail, come Amplifon e B&M. In ogni caso ci conforta la loro solidità finanziaria e – cosa importante – crediamo che le prospettive a lungo termine rimangano intatte.

Diverse aziende si sono dimostrate estremamente resilienti.

Nel settore sanitario, Ambu, Lonza, bioMérieux e Sartorius Stedim Biotech hanno visto aumentare i prezzi delle loro azioni grazie alla natura difensiva dei loro prodotti. La prima ha visto addirittura aumentare il proprio valore di quasi il 50% in euro grazie all’aumento della domanda per la gamma di prodotti respiratori per la terapia intensiva. Lonza si è sollevata grazie all’accelerazione della crescita organica a oltre il 12% nella seconda metà dello scorso anno. Ha proceduto inoltre alla continua revisione strategica dell’unità eccipienti speciali, che sarà completata entro la metà di quest’anno. Le azioni di bioMérieux hanno reagito positivamente quando la controllata BioFire ha ottenuto l’approvazione normativa negli Stati Uniti per il test diagnostico del coronavirus.

In questa fase, stimare gli utili per azioni per il 2020 è un compito quasi impossibile.

È probabile che la crisi attuale abbia un impatto sostanziale sui guadagni. L’entità dell’impatto cambia di giorno in giorno, poiché facciamo del nostro meglio per riflettere gli ultimi sviluppi nei nostri modelli. Per questo motivo, per ogni azienda riteniamo che sia più istruttivo porsi due domande fondamentali. In primo luogo, questa crisi avrà un impatto sulle prospettive a lungo termine. In secondo luogo, questa azienda ha un bilancio solido a sufficienza per sopravvivere? Marchi come Louis Vuitton saranno rilevanti nel prossimo decennio come lo sono stati nell’ultimo, indipendentemente da questa crisi. I microchip richiederanno ancora la tecnologia all’avanguardia di ASML.

Le aziende farmaceutiche chiederanno ancora a ICON di aiutarle a realizzare studi clinici per le loro innovazioni.

Le banche dovranno continuare ad aggiornare i loro software nella costante ricerca per affrontare le autorità di regolamentazione e la concorrenza e per fidelizzare i clienti.

Guardando ai bilanci, riteniamo che le aziende abbiano capitale sufficiente, e un relativo accesso ad esso, tale da sopravvivere alle chiusure. Tuttavia, la durata di queste circostanze sarà una variabile. A nostro avviso, le società con queste caratteristiche sono tra quelle che si trovano nella posizione migliore per affrontare questo periodo.


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Redazione

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