La volatilità di breve potrebbe creare condizioni favorevoli nel lungo termine. Tony Davidow, Senior Alternatives Investment Strategist e Priya Thakur, Analyst di Franklin Templeton Institute

Il conflitto in Medio Oriente probabilmente continuerà a generare interruzioni nel breve termine, una volatilità elevata e prezzi del petrolio più alti. Ha destabilizzato la regione e messo sotto pressione alleanze chiave. Al momento, non è chiaro quale sarà l’evoluzione della situazione né se ci sarà un trasferimento pacifico del potere.
Da una prospettiva di lungo periodo, continuiamo a ritenere che i mercati privati rappresentino un insieme interessante di opportunità. Consideriamo i mercati privati come “capitale paziente”—investimenti che si sviluppano su un orizzonte temporale pluriennale. Incoraggiamo quindi la pazienza e il non cedere alla tentazione di agire sulla base di impulsi emotivi.
Il conflitto con l’Iran non ha modificato le nostre idee a più alta convinzione—secondari, real estate (equity e debt) e infrastrutture. Spesso, la volatilità e l’incertezza di breve periodo creano opportunità di lungo termine per investire capitale.
Nel breve termine, il conflitto probabilmente porterà a una maggiore volatilità e a prezzi del petrolio più elevati. Alcuni cambiamenti potrebbero avere un impatto sui mercati privati, direttamente o indirettamente.
La Federal Reserve (Fed) probabilmente sospenderà il taglio dei tassi fino a quando non ci sarà una risoluzione del conflitto in Medio Oriente. Molti investitori prevedevano due o persino tre tagli dei tassi nel 2026, ma riteniamo improbabile che la Fed modifichi la propria politica finché la situazione non sarà chiarita.
L’inflazione probabilmente rimarrà al di sopra del target della Fed. I prezzi elevati del petrolio potrebbero alimentare un’inflazione globale più alta. Un conflitto prolungato potrebbe aumentare il rischio di recessione.
I mercati azionari globali probabilmente resteranno volatili fino alla risoluzione del conflitto, con un prevedibile spostamento verso investimenti di qualità. I mercati hanno registrato forti cali dall’inizio delle ostilità.
Le uscite nel private equity probabilmente rallenteranno fino a quando non ci sarà maggiore certezza sui mercati. Avevamo iniziato a vedere segnali di ripresa nelle fusioni e acquisizioni (M&A), nelle transazioni e in un calendario delle IPO più robusto.
Il conflitto ha interrotto le catene di approvvigionamento globali, e un prolungamento della crisi potrebbe generare ulteriori criticità. Abbiamo già visto importanti compagnie di trasporto e logistica sospendere le attività nella regione.
Implicazioni a lungo termine
Continuiamo a vedere opportunità interessanti nel private equity, nei fondi secondari, nel real estate (equity e debt) e nelle infrastrutture.
Private equity: Continuiamo a privilegiare i fondi secondari nel private equity sia per ragioni fondamentali sia strutturali. Gli investitori in questa asset class manifestano una crescente necessità di liquidità. Il conflitto con l’Iran potrebbe rallentare o ritardare, almeno nel breve periodo, l’atteso aumento di attività nelle operazioni di M&A e nelle uscite. Di conseguenza, il bisogno strutturale di liquidità continua a crescere.
Private credit: Le preoccupazioni sulla liquidità e sulla qualità del credito nel private credit sono state numerose e diffuse, ma a nostro avviso esagerate. Non vediamo rischi sistemici. Allo stesso tempo, riteniamo che l’attuale incertezza di mercato possa ampliare gli spread e creare punti di ingresso interessanti nel private credit. Con il peggioramento del sentiment, meno capitali stanno affluendo nell’asset class, contribuendo a correggere lo squilibrio tra domanda e offerta sviluppatosi negli ultimi anni con l’ingente afflusso di capitali.
Real estate: Le valutazioni immobiliari sono diminuite rispetto al picco del 2021, riflettendo l’attuale contesto di tassi d’interesse più alti. Riteniamo che vi sia una differenza significativa tra l’investire capitale nell’attuale contesto e farlo nel 2020-2021, quando le valutazioni erano sostanzialmente più elevate.
Infrastrutture: Riteniamo che le infrastrutture rappresentino un’opportunità emergente. Identifichiamo quattro temi infrastrutturali particolarmente interessanti: infrastrutture digitali, decarbonizzazione, deglobalizzazione e demografia. A nostro avviso, questi temi si svilupperanno nei prossimi anni.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

