Coprire il rischio cambio e duration corte per esporsi ai Treasury

UBP tassi Cina

 

I costi di copertura dal rischio cambio sono contenuti per gli investitori europei. Il differenziale di rendimento rispetto ai government in euro rende i Treasury a breve scadenza appetibili. Mohammed Kazmi, macro strategist e portfolio manager di Union Bancaire Privée (UBP)

 

Gli ultimi dati confermano la corsa al rialzo dell’inflazione negli USA. Secondo le vostre previsioni, fin dove potrebbero arrivare I rendimenti dei Treasury decennali nei prossimi mesi?

 

Nonostante la correzione dei rendimenti che abbiamo già osservato negli USA, riteniamo che il rischio che i rendimenti salgano ulteriormente rispetto ai livelli attuali continui a sussistere.

Questo innanzitutto perché, a nostro avviso, le aspettative di crescita a livello globale dovrebbero continuare ad essere riviste al rialzo, grazie alla riapertura delle principali economie, dopo l’avvio dei piani vaccinali.

Anche se gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno fatto da apripista, l’Eurozona sta chiaramente recuperando terreno nella vaccinazione della popolazione, rendendo possibile una crescita dei rendimenti dei Bund e aggiungendo ulteriore pressione sul fronte della reflazione globale.

Nel corso dell’anno ci aspettiamo che i dati USA rimangano stabili, dando così alla Fed sempre più margine per preparare il mercato a una prima rimozione delle misure più accomodanti.

In particolare, nonostante la delusione causata dagli ultimi dati sul fronte degli stipendi, ci aspettiamo che il numero dei posti di lavoro riprenda ad aumentare man mano che ci avviciniamo a settembre, quando scadranno gli incentivi per i sussidi di disoccupazione, permettendo agli investitori di prezzare un eventuale annuncio di tapering, che potrebbe portare i rendimenti USA a 10 anni verso il 2%.

Mohammed Kazmi, Ubp

Per un investitore europeo che voglia aumentare gradualmente la propria esposizione ai bond governativi USA, che indicazioni giudicate appropriate in termini di duration, tipo di titoli (a tasso fissi o indicizzati all’inflazione) ed esposizione al rischio di tasso di cambio?

I costi di copertura per gli investitori europei sono relativamente bassi: ciò consente di assicurarsi un rendimento più elevato sul mercato dei titoli di stato USA una volta che i rendimenti si saranno definitivamente stabilizzati.

Volendo aumentare già ora l’esposizione, il nostro orientamento sarebbe quello di concentrare gli investimenti sulla parte iniziale della curva statunitense, poiché con l’irrigidimento delle curve prevediamo che la parte più lunga continuerà a sottoperformare, dato che è improbabile che la Fed alzi i tassi a breve.

Con la crescita dei rendimenti nominali guidata sinora principalmente dagli inflation breakeven, prevediamo che la prossima spinta a tale movimento verrà dai tassi reali, che usciranno dal territorio estremamente negativo in concomitanza con la ripresa della crescita e man mano che la Fed si avvicina al tapering.

Uno sviluppo del genere rappresenta un rischio per la performance dei breakeven, specialmente a questi livelli elevati, a meno che le pressioni inflazionistiche osservate attualmente non diventino più strutturali e persistenti: in questa fase, però, questo non è ancora chiaro.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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