Intervista a Linda Plebani, Fixed Income Portfolio Manager di Arca Fondi SGR

 

L’impennata dell’inflazione e la conseguente reazione in materia di tassi d’interesse da parte delle banche centrali hanno penalizzato i corporate bond nel 2022. Cosa vi aspettate per l’anno in corso?

 

Linda Plebani

Il 2022 è stato un anno peculiare per il mondo corporate: per buona parte dell’anno si è assistito a un aumento sia di spread sia di tassi, due forze che in condizioni normali di mercato si muovono invece in senso opposto.

Questo ha riportato i rendimenti a scadenza dell’asset class a livelli molto interessanti, livelli a cui non eravamo più abituati, in un contesto di fondamentali che restano tutto sommato solidi, soprattutto in Europa.

L’aumento del costo del denaro potrebbe comportare difficoltà di rifinanziamento per quelle società che in passato hanno fatto ampio ricorso al debito, in particolare i corporate high yield, su cui occorre stare più vigili. Infatti i tassi di default sono previsti in aumento ma questo risulta essere già scontato nel mercato.

Infine, potremmo dover sopportare ancora un po’ di volatilità dovuta al perdurare dell’inflazione e al rischio recessione ma il peggio sembra ormai passato.
Riteniamo pertanto che gli spread siano più che protettivi, in particolare sul primo tratto delle curve e per il credito investment grade europeo che rappresenta una buona opportunità da cogliere.

Quali tipologie di corporate bond state privilegiando in questa fase di mercato in termini di affidabilità creditizia, duration, settori, aziende?

Sicuramente in questa fase di mercato il tema della diversificazione acquista ancora più valenza. Detto questo, il nostro obiettivo è la ricerca incessante di valore ovvero di emissioni che rispetto ai fondamentali delle società, attuali e prospettici, presentano redditività prospettiche attraenti rispetto al rischio inadempimento degli emittenti.

L’esposizione settoriale e/o ad un rating piuttosto che ad un altro non è quindi frutto di scelte attive bensì il risultato della selezione appena descritta.
A questo tuttavia fanno eccezione i portafogli con impronta ESG, dove non si può prescindere dal fatto che alcuni settori risultano essere, per motivi strutturali, più sostenibili di altri.

Ciononostante anche in questo caso non rinunciamo alla ricerca di emissioni che presentano spread più che protettivi per l’investitore e che mostrano buone probabilità di restringimento.

Per questo ci viene bene accentrare l’attività di analisi, di gestione di portafoglio e di esecuzione poiché seguire tutto il processo ci consente di essere più agili nella gestione dei fondi, efficienti nel monitoraggio delle posizioni e di massimizzare il risultato della security selection.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.