Matthew Harvey, Head of Direct Lending di PGIM Private Capital (affiliata di PGIM) si sofferma sulle prospettive per il Credito Privato per la seconda metà dell’anno
Nel credito privato, evitare le perdite è fondamentale, soprattutto nell’attuale contesto di volatilità del mercato. Per avere successo bisogna lavorare con gestori esperti che privilegiano strategie prudenti, con un rapporto controllato tra prestito e valore, forti covenant e un ricorso minimo alle rischiose obbligazioni PIK. La diversificazione tra regioni e settori stabili può proteggere ulteriormente i portafogli in fasi di shock del mercato.
Sebbene molti finanziatori si concentrino sui segmenti più grandi del mercato, noi vediamo maggior potenziale nelle società del middle-market. Queste imprese offrono un miglior potenziale di rendimento corretto per il rischio, con ritorni più elevati e una leva finanziaria più bassa. Il middle-market rappresenta un punto di forza, beneficiando di meno obbligazioni PIK e maggiori tutele dei covenant.
Dal 2022, l’aumento dei tassi di interesse ha messo sotto pressione le aziende con un forte indebitamento, molte delle quali ora si trovano a dover pagare interessi superiori al loro flusso di cassa. Per risolvere i problemi di liquidità nel breve termine, le obbligazioni con possibilità di reinvestimento della cedola (payment-in-kind, PIK) sono diventate un’opzione popolare. Questi prestiti permettono ai mutuatari di posticipare il pagamento degli interessi aggiungendo l’interesse non pagato al capitale del prestito, rimandando l’uscita di flussi.
Credito privato e diffusione delle obbligazioni Pik
La diffusione delle obbligazioni PIK è favorita dall’accesa competizione sui mercati del credito privato, soprattutto nei segmenti più grandi. Tuttavia, questi prestiti a elevati interessi compor-tano maggiori rischi di credito e inadempienza, il che può rappresentare un problema in un contesto di rallentamento dell’economia in cui i mutuatari faticano a far fronte ai propri obblighi.
La crescita ha caratterizzato il credito privato dalla crisi finanziaria del 2008, attraendo gli investitori alla ricerca di rendimenti stabili, spread interessanti e flessibilità. La sua resilienza in periodi di turbo-lenza del mercato azionario ne aumenta l’attrattiva, ma gli investitori devono tenere conto di un rischio importante: nel segmento del credito privato, molti nuovi gestori non hanno l’esperienza necessaria a orientarsi nelle complesse condizioni attuali.
Redazione
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