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Debito emergente: positivo da prospettiva macro globale e top-down

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Debito emergente: positivo da prospettiva macro globale e top-down

Intervista a Claudia Calich, manager del fondo M&G (Lux) Emerging Market Bond, M&G Investments

Credete che l’attuale rendimento cedolare offerto dalle obbligazioni emergenti sia in grado di compensare i rischi che un investitore si accolla con la sottoscrizione di strumenti dedicati a questi bond?

Crediamo che il 2021 potrebbe essere un buon anno per il debito emergente da una prospettiva macro globale e top-down. Stiamo già assistendo a una ripresa economica a livello mondiale in gran parte guidata dai progressi sui vaccini, che sta creando un ambiente incoraggiante per l’asset class.

Claudia Calich, M&G Investments

Una migliore crescita dovrebbe tradursi in migliori risultati ed entrate fiscali e in un aumento dei consumi e delle esportazioni. I bilanci dovrebbero iniziare a stabilizzarsi e alla fine migliorare con il proseguire della crescita. La politica monetaria globale dovrebbe rimanere relativamente accomodante per un po’.

Altri fattori di sostegno sono il supporto governativo e l’aiuto multilaterale delle organizzazioni internazionali come il FMI e la Banca Mondiale. Soprattutto per i paesi a reddito più basso. Per quanto riguarda le valutazioni, il debito societario e sovrano in valuta forte ha subito un massiccio riprezzamento l’anno scorso dopo il sell-off di marzo.

Ora sono tornati a livelli pre-pandemici. Si può pensare che questo significhi che le valutazioni hanno recuperato la maggior parte delle perdite dell’anno scorso. Ma gli spread delle obbligazioni high yield sono in realtà ancora piuttosto ampi rispetto agli standard storici. Se gli investitori fanno bene la loro analisi per evitare i grandi default, ci sono opportunità da cogliere e le valutazioni rimangono ancora attraenti in termini di rendimento.

In questa fase di mercato, quali em bond (per Paesi, affidabilità creditizia, valuta) ritenete opportuno sovrapesare nei vostri portafogli e quali sottopesare?

Attualmente prediligiamo le obbligazioni emergenti sovrane e societarie High Yield. All’inizio del 2020, gli spread si sono allargati significativamente sia nel segmento Investment Grade che in quello High Yield del mercato, quando la crisi del Covid-19 ha preso piede.

Da allora, gli spread IG hanno completamente recuperato e sono tornati ai livelli pre-pandemia, nonostante l’aumento del debito. Mentre gli spread nel segmento HY del mercato rimangono molto più ampi di quelli pre-Covid-19 e secondo noi offrono buone opportunità.

Siamo anche positivi sulle obbligazioni in valuta locale e sulle valute emergenti. Secondo noi, le valutazioni rimangono convenienti. Circa il 30% inferiori rispetto a prima del taper tantrum nel 2013, e a maggior ragione dopo la loro sottoperformance nel primo trimestre.

A livello di Paesi, al momento troviamo buone opportunità in Messico, che riteniamo dovrebbe beneficiare della forte crescita negli Stati Uniti. I tassi rimangono interessanti, poiché la banca centrale è stata meno aggressiva nei tagli nel 2020 rispetto ad altri. E troviamo anche buone opportunità in alcune obbligazioni corporate.

Inoltre, le aspettative di crescita globale per quest’anno si sono tradotte in aspettative di una maggiore domanda di alcuni tipi di materie prime che andranno a beneficio di alcuni paesi dell’Africa subsahariana e di alcuni paesi in via di sviluppo in Europa, come il Kazakistan e l’Azerbaigian.

Opportunità interessanti esistono anche nelle valute dei mercati emergenti. Sebbene ci siano alcune somiglianze tra l’ambiente attuale e il taper tantrum del 2013, con le preoccupazioni per la riduzione degli stimoli da parte della Fed, le valutazioni sono sorprendentemente diverse questa volta.

Nel 2013, la maggior parte delle valute erano in territorio “sopravvalutato”. Mentre ora la maggior parte delle valute dei mercati emergenti sono sottovalutate. Quindi il punto di partenza è molto più sano. Non c’è bisogno di grandi svalutazioni in futuro, mentre c’è un potenziale di apprezzamento in alcune valute. Dato che le posizioni delle partite correnti sono molto più forti ora che nel 2013, non ci aspettiamo lo stesso tipo di riprezzamento e il massiccio sell-off che abbiamo visto allora – anche se i tassi USA continuano a salire un po’ di più. Questo ha quindi creato supporto per l’asset class e significa una maggiore stabilità degli spread.

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Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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