
I settori ciclici dovrebbero trarre i maggiori benefici dal Recovery Plan e trainare la crescita del Pil. Massimo De Palma, responsabile team multi asset Italia di GAM (Italia) SGR
L’arrivo di Mario Draghi alla presidenza del consiglio dei ministri, cui spetterà tra l’altro pianificare gli investimenti dei fondi provenienti dal Recovery Fund, sembra piacere ai mercati e andare nella direzione giusta. La Borsa di Milano riuscirà nei prossimi anni a trarre beneficio da questo contesto? Quali settori del listino milanese ritenete sia opportuno sovrapesare?
Il governo tecnico-politico di Mario Draghi si è impegnato ad affrontare l’emergenza pandemica e ad attuare le riforme necessarie al Paese. La competenza e l’autorevolezza dell’ex Presidente della BCE sono una garanzia, non solo internamente, ma anche nelle interlocuzioni con l’Unione Europea.
Il fatto che il nuovo governo abbia anche una natura politica – a sostenerlo c’è un’ampia rappresentanza parlamentare che ha assunto ruoli ministeriali – potrebbe essere un freno nel momento in cui si entrerà nel merito delle varie scelte. Qui sarà fondamentale l’azione di Draghi e dei suoi ministri, che dovranno trovare una sintesi delle varie istanze.
Le linee programmatiche illustrate al Parlamento oltre alla messa in sicurezza del Paese sono di una vera e propria ricostruzione nazionale. Questo impulso dovrebbe essere molto positivo anche per il mercato azionario italiano nel suo insieme, ma più in particolare per quei settori che verranno coinvolti direttamente o indirettamente dai progetti relativi al Recovery Fund: infrastrutture, telecomunicazioni, costruzioni, bancario, assicurativo e più in generale tutti i settori ciclici.

Sul versante dei titoli di Stato italiani, molti esperti ritengono che ci sia spazio per un’ulteriore compressione dello spread. Siete d’accordo con questa view? Su quali scadenze e tipologie di titoli di Stato italiani ritenete opportuno focalizzare l’attenzione?
La solidità del governo e il miglioramento delle condizioni generali del Paese dovrebbero portare a un’ulteriore contrazione dello spread. Con il rilancio dell’economia il nostro forte indebitamento (debito/Pil) trarrebbe giovamento dalla crescita del denominatore.
Dobbiamo fare attenzione però all’eventualità che il progressivo ritorno alla “normalità” porti ad un irripidimento delle curve della zona euro, così come è avvenuto negli Stati Uniti. La Bce sta monitorando la situazione, pronta a intervenire per mantenere le condizioni accomodanti, al fine di evitare reazioni eccessive dei mercati.
Alla luce di questo scenario, con un progressivo incremento dell’indice dei prezzi che non preoccupa la Bce, può essere interessante privilegiare i titoli indicizzati all’inflazione che possono svolgere anche una funzione di protezione del portafoglio.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

