Home Copertina Decennale Usa in aumento fino al 2,20%

Decennale Usa in aumento fino al 2,20%

0
Decennale Usa in aumento fino al 2,20%

Intervista a Piergiacomo Braganti, Director, Research di WisdomTree

Gli ultimi dati confermano la corsa al rialzo dell’inflazione Usa. Secondo le vostre stime dove potrebbero spingersi i rendimenti del Treasury decennale nei prossimi mesi?

L’inflazione negli Usa è un dato di fatto, e riteniamo abbia natura più strutturale che transitoria. Non è solamente figlia dell’abnorme aumento di molte materie prime, o dei problemi logistici e distributivi emersi globalmente. È il risultato naturale di una crescita economica, innescata da politiche fiscali particolarmente generose che si è combinata con la regressione della pandemia e la voglia di spendere delle famiglie americane.

Piergiacomo Braganti

Il revenge spending si riflette non solo sul valore assoluto della spesa, ma anche sulla sua composizione in termini qualitativi, portando con sé un’emancipazione dei consumi verso tipologie più costose.

Anche la ripresa dell’occupazione ha determinato un boom della ricerca di personale qualificato, raro, meglio pagato, creando pertanto la cosiddetta “wage inflation”.

Rimodellamento della spesa verso panieri più costosi e inflazione salariale sono fenomeni notoriamente stabili e non transitori.

Ecco perché, a nostro giudizio, vi è una ragionevole prospettiva di rialzo di tutta la curva dei rendimenti dei Treasury Usa. L’attuale rendimento dell’1,63% del decennale implica un rendimento corrente negativo di oltre 2 punti percentuali, incorporando, volendo cambiare l’angolo visuale, un significativo raffreddamento dell’inflazione nei prossimi 12-24 mesi.

La nostra visione è un po’ diversa. Prevede un graduale aumento dei rendimenti del decennale Usa fin verso 2,20%, in presenza di un’inflazione che potrebbe stabilizzarsi attorno a 2% nel medio termine.

Per un investitore europeo che voglia incrementare gradualmente la propria esposizione ai titoli di stato Usa, quali indicazioni ritenete opportune in termini di duration, tipologia di titoli (tasso fisso o legati all’inflazione) ed esposizione al rischio di cambio?

A un investitore europeo che volesse aumentare l’esposizione verso il debito sovrano Usa raccomanderemmo duration non superiore ai 3-4 anni e di costruire la posizione con gradualità nei prossimi 6-9 mesi.

Non riteniamo sufficientemente premianti i titoli “inflation linked” a lunga scadenza, e dunque eviteremmo, nell’attesa che l’attuale fiammata dei prezzi alla produzione e al consumo si normalizzi.

Privilegeremmo l’acquisto di titoli in dollari, a cambi aperti, associandolo a percentuali di esposizione ridotte, evitando di penalizzare il rendimento con il costo della copertura.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza i cookies.

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.