Intervista a Francesco De Astis, Responsabile Italian Equity di Eurizon

 

 

Quali opportunità individuate nel mercato azionario italiano nell’attuale scenario?

 

Francesco De Astis

Le prospettive economiche sono molto incerte: la sequenza di crisi bancarie avvenute in marzo ha fatto temere per condizioni finanziarie significativamente più restrittive anche senza nuovi rialzi dei tassi. E, negli scenari peggiori, a una profonda recessione tra fine 2023 e metà 2024.

Al momento, però la situazione vive una fase di assestamento che sottintende un quadro macro di ulteriori rialzi dei tassi ufficiali e un rallentamento più contenuto della crescita economica.

Tuttavia, il PIL italiano dovrebbe rimanere positivo nel 2023 anche se è aumentato il rischio di recessione in Europa e negli Stati Uniti. Infatti, i nuovi obiettivi del Documento di economia e finanza (DEF) del governo italiano risultano essere migliori rispetto all’indicazione dello scorso novembre poiché l’aspettativa di crescita del PIL per il 2023 è aumentata dallo 0,6% all’1% a/a.

Confermiamo la visione di uno scenario complessivamente positivo per i mercati azionari per il 2023. Ma con fasi di consolidamento dopo il positivo inizio anno. Anche sul mercato italiano emergono attualmente dividend yield interessanti e concorrenziali rispetto all’investimento in bond. A livello settoriale vediamo i presupposti per un rilancio nel breve dell’interesse in settori che non hanno avuto performance positive, come utilities e digitale, rappresentati in Italia soprattutto da alcune mid-cap.

Riteniamo inoltre che, nonostante l’eccezionale performance del settore bancario, ci siano ancora opportunità di rafforzamento del comparto.
Il peso dei titoli bancari è molto elevato all’interno dell’indice FTSE MIB. Dopo anni di sofferenza, gli utili delle banche italiane hanno archiviato il 2022 con una crescita record. Si tratta di un buon auspicio per la potenziale performance dell’indice nel medio termine?

Di fronte alle tensioni sul comparto finanziario emerse a marzo con il crollo di due importanti banche regionali statunitensi e la crisi di una delle principali banche svizzere, la pronta risposta delle Banche Centrali ha permesso una reazione positiva sui mercati globali.

Il FTSEMIB dal canto suo si è classificato tra i peggiori mercati durante la fase di correzione, recuperando però velocemente nelle settimane successive i livelli massimi di febbraio, grazie a un atteggiamento meno aggressivo delle banche centrali e ai messaggi generalmente rassicuranti offerti dai risultati del 4° trimestre e dalla guidance per l’anno in corso.

Nonostante l’eccezionale performance del settore bancario, naturale conseguenza del rialzo dei tassi sul net interest income delle nostre banche e le maggiori incertezze sul settore, riteniamo che nel breve non si sia ancora esaurita la forza del comparto.

Anche i numeri del primo trimestre sono attesi evidenziare ancora dei conti in buona salute che si aggiungono a yield interessanti in termini di dividendi e buyback.


Avatar di Sconosciuto
Redazione

La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.