
La nomina di Mario Draghi a nuovo presidente del Consiglio migliora significativamente il profilo di rischio dell’Italia. Fabien de la Gastine, fixed income portfolio manager, La Française AM
Sul versante dei titoli di Stato italiani, molti esperti ritengono che ci sia spazio per un’ulteriore compressione dello spread? Siete d’accordo con questa view? In quali scadenze e tipologie di titoli di Stato italiani investite?
A nostro avviso, il governo Draghi riduce il rischio politico di medio termine che i partiti nazionalisti di destra, guidati dalla Lega, salgano al potere alle prossime elezioni. Esso inoltre aumenta le chance dell’Italia di essere in grado di assicurarsi una quota maggiore di fondi europei, se il Recovery Plan verrà riscritto con un’impronta più riformista. Tra l’altro, la scelta di includere nella squadra di governo esponenti politici e non solo tecnici, potrebbe essere vista come una sorta di “assicurazione” per Draghi contro il rischio che i partiti ritirino il proprio supporto a fronte di piani di riforma poco graditi.
Il nuovo governo potrebbe avere un impatto sulla fiducia di imprese e consumatori, sulle condizioni finanziarie e sul ritmo della campagna vaccinale: tutti elementi che potrebbero incidere positivamente sull’economia. Questi effetti potrebbero rivelarsi duraturi se accompagnati da un rafforzamento del Recovery Plan e dall’implementazione di riforme strutturali: entrambi questi elementi potrebbero sostenere leggermente la crescita del Pil italiano.

La valutazione di Moody’s
Nel complesso, questi fattori dovrebbero portare a un miglioramento a medio termine dei fondamentali e in ultima istanza condurre a sviluppi positivi sul fronte dei rating. Come ha affermato Moody’s in una nota, le implicazioni per il credito nel breve termine del cambio di governo a Roma sono positive.
Moody’s ritiene che il governo Draghi incontrerà inizialmente un successo concreto, soprattutto nel campo dell’utilizzo dei fondi Ue, nonostante il persistere delle difficoltà sulla via dell’implementazione delle riforme strutturali. Moody’s nota che se l’Italia riuscirà a utilizzare con successo tutte le fonti europee di finanziamento, inclusi i fondi SURE e MFF (il piano finanziario pluriennale), le somme a disposizione saranno pari a circa €300 miliardi o il 20% del Pil italiano prima della pandemia.
In sintesi, la nomina di Mario Draghi a nuovo presidente del Consiglio migliora significativamente il profilo di rischio dell’Italia. Si tratta di un leader considerato credibile dagli attori politici interni, dalle controparti internazionali e dai mercati finanziari – e questa fiducia ha già generato risultati tangibili e potrebbe continuare a produrne nei prossimi mesi.
Il ruolo della Bce
Inoltre, la BCE vuole evitare un aumento prematuro dei tassi di interesse e intende mantenere condizioni di finanziamento favorevoli. I tassi italiani rimangono fra i primi a beneficiare di un carry molto positivo all’interno di un contesto di tassi bassi, soprattutto sulla parte lunga della curva italiana. Siamo investiti in titoli a scadenza trentennale e anticipiamo un appiattimento della curva a 10-30 anni.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

