Valutazioni convenienti e capacità delle aziende di intercettare tassi di crescita elevati delle economie daranno la spinta agli Em. Alison Shimada, Allspring
I mercati emergenti offrono l’opportunità di catturare il potenziale di crescita delle diverse economie che sono rappresentate al loro interno e le valutazioni attuali sono particolarmente interessanti. È questa l’opinione di Alison Shimada, senior portfolio manager e responsabile del team Total Emerging Markets di Allspring.
Le ragioni di tale convinzione sono riassunte da Shimada in otto punti.
Il primo è il robusto differenziale di crescita tra economie emergenti e quelle avanzate: secondo il Fondo monetario internazionale, nel 2024, per le prime dovrebbe aumentare del 4,2%, mentre per le seconde dell’1,7%.
In secondo luogo, a differenza di quanto avviene nei mercati sviluppati, le banche centrali emergenti hanno già adottato una politica monetaria accomodante. Al terzo punto viene menzionata la superiore crescita degli utili aziendali, cui segue l’elevato sconto, prossimo ai massimi storici, cui trattano le borse emergenti rispetto a quelle sviluppate (50%). La quinta e la sesta motivazione sono, rispettivamente, la scarsa presenza di questa asset class all’interno dei portafogli e la funzione di diversificazione che potrebbe ricoprire visto che l’eccezionale crescita americana ha raggiunto il picco.
La settima è che, nell’ultimo decennio, c’è stato un forte miglioramento dei livelli di accessibilità, trasparenza e Esg. Infine, ma non meno importante, il tema dell’intelligenza artificiale che ha ampie potenzialità di crescita all’interno di queste economie visto che la catena di approvvigionamento per questa tecnologia è presente proprio nei mercati emergenti.
A tutto ciò si aggiunge che, se la Fed dovesse tagliare i tassi, ci potrebbe essere un indebolimento della divisa americana che è solitamente positivo per questi mercati.
Secondo Shimada, poiché gli azionari emergenti sono volatili e soggetti a shock esogeni, è necessaria una gestione del rischio che sia un mix di decisioni top-down e bottom-up, al fine di costruire un portafoglio resiliente, capace di battere l’indice di riferimento (Msci Em) di circa 200-300 punti base lordi l’anno nell’arco di un ciclo d’investimento. L’approccio del team di Allspring è di tipo total return e si basa su due fattori: l’apprezzamento del capitale (re-rating multiplo, crescita degli utili) e il ritorno per gli azionisti. La struttura del portafoglio è caratterizzata da una forte esposizione a titoli domestici, di qualità, con uno stabile shareholder yield (da intendersi come dividendi, riacquisto di azioni proprie, spin-off) superiore all’indice Msci Em e che riportino uno score positivo in termini di Esg.
Shimada si è detta costruttiva, sia sulla Cina, sia sull’India, non mancando però di sottolineare la differenza tra le piazze finanziarie dei due paesi: se la seconda è una storia strutturale pluriennale, la prima presenta la necessità di seguirne le evoluzioni da vicino.
Redazione
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