Vincenzo Vedda, Chief Investment Officer di DWS

 

 

Dopo le ottime performance registrate dagli investimenti dall’inizio dell’anno, gran parte delle buone notizie è già stata incorporata nei prezzi. Tuttavia, lo scenario d’investimento nelle diverse asset class resta, almeno per ora, piuttosto favorevole.

“Le ultime trimestrali confermano una crescita solida. La Federal Reserve sembra pronta a tagliare i tassi più volte – noi, come la maggior parte del mercato, ne stimiamo cinque.
L’economia, sia negli Stati Uniti sia a livello globale, appare destinata ad accelerare il prossimo anno, dopo le fasi di debolezza viste quest’anno”, spiega Vincenzo Vedda, Chief Investment Officer di DWS. “Ma, osservando più da vicino, emergono diversi ‘se’ e ‘ma’.”

UTILI SOCIETARI AMERICANI

Un esempio arriva dagli utili societari americani, sempre più trainati dalla crescita degli investimenti in intelligenza artificiale. Il potenziale di lungo periodo legato all’AI è enorme e non va sottovalutato, man mano che individui e imprese imparano a sfruttarne le applicazioni. Ma, come insegna la storia economica, il percorso sarà inevitabilmente accompagnato da eccessi e fasi di entusiasmo gonfiato dall’hype.

GUERRE E TREGUE COMMERCIALI

Lo stesso discorso vale per guerre e tregue commerciali e per i grandi cambiamenti geopolitici in atto. Anche qui le narrazioni tendono a estremizzare, tra visioni eccessivamente ottimistiche e letture catastrofiche. Il nostro scenario di base resta che i dazi medi sulle importazioni USA si stabilizzeranno intorno al 14%, un livello ancora gestibile. Finora, l’impatto è stato meno pesante del previsto, offrendo a consumatori e imprese un margine di adattamento.

OBBLIGAZIONI E SPREAD

Sul fronte obbligazionario, la prospettiva di un differenziale di rendimento più contenuto tra Stati Uniti e altri mercati sviluppati dovrebbe indebolire ulteriormente il dollaro, incoraggiando la diversificazione fuori dagli asset americani.
A livello globale, gli spread rimangono vicini ai minimi pluriennali, sostenuti da solidi fattori tecnici (flussi costanti, buona capacità di assorbimento del primario) e fondamentali ancora robusti.

CONCLUSIONE

Il quadro appare positivo, ma con margini di errore ridotti al minimo. Come dimostrato quest’anno, basta un singolo evento politico, spesso amplificato da un post sui social, per generare turbolenze di mercato. Non sorprende, quindi, che l’oro continui ad attrarre come strumento di diversificazione, dopo un rialzo del 33% da inizio anno.

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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.