L’outlook per il 2025 presentato da T. Rowe Price va a inquadrare un anno di transizione in cui l’economia si sta sicuramente indebolendo, con un ritmo e un’intensità che sono però tutti da definire
Blerina Uruçi Chief U.S. Economist, Fixed Income del gruppo evidenzia come, relativamente al mercato del lavoro, la cosiddetta regola di Sahm sia stata attivata. Tale regola determina che una recessione è in arrivo quando la media mobile a tre mesi del tasso di disoccupazione si è alzato di almeno lo 0,5% dai minimi dell’ultimo anno del suddetto indicatore.
Se andiamo però a osservare la media mobile a 12 mesi dei posti di lavoro creati mensilmente negli Stati Uniti vediamo come in realtà, dai massimi post-riapertura a fine 2021, il trend sia calante da anni senza però che si sia entrati in un quadro di distruzione dell’occupazione, eventualità da cui siamo ancora abbastanza lontani. Di conseguenza appare prudente evitare di dare per scontato l’avvio di una fase di contrazione, in versione soft-landing o no.
Inoltre la politica fiscale statunitense rimane decisamente espansiva: per l’anno fiscale terminato il 30 settembre 2024 il Fondo Monetario Internazionale stima che il disavanzo dei conti pubblici in Usa sia stato pari a 1,8 trilioni di dollari, circa il 6,5% del pil. E’ interessante notare come ormai il servizio del debito superi il disavanzo primario. Uno scenario di questo genere richiederebbe un ribasso dei tassi di interesse abbastanza consistente. Il problema è che l’inflazione derivante dai servizi continua a mostrare caratteristiche piuttosto sticky. Ciò si accompagna a un andamento delle paghe in via di moderazione a fronte però di un costo del lavoro complessivamente elevato.
Questo scenario implica come percorso più naturale per i Treasury, qualunque possa essere il livello assoluto dei rendimenti, una struttura caratterizzata da un serio premio in termini di YTD per le scadenze più elevate. In pratica è meglio evitare di dare per vinte le spinte sul costo della vita in America e non solo. Peraltro ciò porta la casa americana a guardare con un certo interesse ai TIPS, dato il livello di inflazione breakeven piuttosto interessante.
Redazione
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