Elezioni: spread, Next Generation EU e non solo

La potenziale vittoria di forze politiche non perfettamente allineate al progetto europeo può creare attriti, ma la Bce manterrà sotto controllo lo spread. Mabrouk Chetouane, head of global market strategy, Natixis IM Solutions 

Secondo i sondaggi disponibili, una coalizione di centro-destra formata da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia sembra destinata a vincere le elezioni politiche di domenica prossima con circa il 46% delle intenzioni di voto. L’emergere di una coalizione guidata da Fratelli d’Italia, un partito che non molto tempo fa era apparentemente non allineato al progetto europeo, ha comprensibilmente sollevato le preoccupazioni degli investitori. Non si può quindi ignorare la possibilità che Fratelli d’Italia possa creare problemi e ostacolare le discussioni con la Commissione europea, soprattutto in un momento in cui la politica fiscale dell’UE tornerà al centro della scena.

L’Italia ha già ricevuto 25 miliardi di euro di sussidi dalla Commissione europea, pari al 13% della dotazione complessiva dedicata all’Italia nell’ambito del piano Next Generation EU e dovrebbe ricevere 191 miliardi di euro in totale nel corso della durata del piano. I restanti 165 miliardi di euro, essenziali per le prospettive a medio termine del Paese, sono subordinati all’attuazione di riforme strutturali fondamentali e a una tabella di marcia degli investimenti per preparare il Paese alle sfide future. Qualsiasi forma di contrapposizione rischia di compromettere l’accesso a ulteriori pagamenti e di portare inevitabilmente ad un ampliamento dello spread tra Btp e Bund, aumentando nuovamente il rischio di frammentazione.

In questo contesto, mentre potremmo assistere a pressioni sui tassi italiani nelle settimane post-elettorali, a seconda di come si presenterà la maggioranza finale, riteniamo che la Bce abbia imparato dal passato. Al di là di ogni condizionalità, il Tpi è stato concepito per evitare qualsiasi forma di deja-vu, ossia di rischio sovrano. Per noi, il segnale inviato dalla Banca centrale a luglio è stato chiaro e, quindi, lo spread rimarrà sotto controllo.