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Em bond in valuta locale, l’entry point è interessante

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Em bond in valuta locale, l’entry point è interessante

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Molte valute dei paesi emergenti sono sottovalutate rispetto all’euro ma la volatilità del mercato dei cambi resta elevata. Altaf Kassam, EMEA head of investment strategy & research, State Street Global Advisors

 

Credete che l’attuale rendimento cedolare offerto dalle obbligazioni emergenti sia in grado di compensare i rischi che un investitore prende con la sottoscrizione di strumenti dedicati a questi bond?

Sì. Ci sono due ampie classi di debito emergente: in valuta forte, emesso in una valuta estera (solitamente dollaro o euro) e in valuta locale, emesso nella valuta del paese.

Come per la maggior parte degli investimenti obbligazionari, i flussi cedolari tendono ad essere il principale driver dei ritorni nel medio-lungo termine per il debito emergente. Nel breve termine, però, le fluttuazioni valutarie possono influenzare la variazione dei rendimenti del debito emergente in valuta forte e, soprattutto, in valuta locale.

La valutazione del fair value di queste valute locali potrebbe aiutare gli investitori a gestire questo rischio: un’allocation nelle asset class in cui le valute sono scambiate a livelli vicini o inferiori al fair value può contribuire a dare sostegno nel prendere decisioni di investimento.

Oggi le valute emergenti, considerate nel loro complesso, sono sottovalutate rispetto all’euro, fattore che le rende un entry point relativamente interessante per investire nel debito emergente in valuta locale. Ad ogni modo, per beneficiare del potenziale di rendimento della valuta ci dovrebbe essere un periodo di debolezza dell’euro/apprezzamento della valuta emergente in questione. Il problema è trovare la tempistica giusta.

In questa fase di mercato, quali obbligazioni emergenti (per Paesi, merito di credito, valuta) ritenete opportuno sovrappesare nei vostri portafogli e quali sottopesare?

È importante riconoscere che i paesi all’interno dell’universo emergente sono estremamente diversi tra loro ad esempio per dimensione e caratteristiche demografiche delle popolazioni, qualità del sistema sanitario, struttura e credibilità delle istituzioni governative e altri elementi fondamentali, come la forza e la qualità delle economie.

Alcune economie emergenti sono più esposte di altre al commercio globale e un certo numero di paesi si trovavano in una posizione economica migliore dal punto di vista dei fondamentali anche prima della crisi, fattore che le ha rese più flessibili dal punto di vista politico.

È importante sottolineare che la risposta politica di ogni paese emergente avrà un impatto sulla capacità di quel paese di riprendersi dalla crisi attuale e di ottenere una crescita economica sostenibile in futuro. Tenendo conto di tutto questo, i titoli di stato cinesi restano la nostra prima scelta.

Questa asset class è infatti caratterizzata da una correlazione bassa e stabile con i titoli di stato dei mercati sviluppati, le azioni dei mercati sviluppati e anche altri titoli di stato dei mercati emergenti.

Presentano anche interessanti rendimenti nominali e reali, e beneficiano del venti di coda dovuti all’inclusione nei principali benchmark obbligazionari governativi, che guida i flussi degli investitori e li mantiene estremamente dinamici.

Anche se oggi il mercato obbligazionario globale è di nuovo relativamente stabile, i titoli di stato cinesi sono ancora un must in qualsiasi portafoglio multi-asset globale.

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