I corporate bond emergenti sembrano più adatti ad affrontare l’aumento dell’inflazione e dei tassi. Diliana Deltcheva, head of emerging market debt di Candriam

 

Quali sono i fattori che hanno penalizzato la performance dei bond emergenti negli ultimi mesi?

I due fattori principali che hanno influito sulla performance YTD dell’asset class nel 2022 sono stati il forte rialzo dei rendimenti dei Treasury USA e l’invasione russa dell’Ucraina. I rendimenti dei Treasury USA decennali sono aumentati di 82 pb a fine marzo, determinando un rendimento negativo dei Treasury del 5,7% per l’indice delle obbligazioni sovrane EMD HC (misurato dall’indice JPM EMBI Global Diversified).

L’aggressione militare russa ha portato a un rapido inasprimento delle sanzioni e a un sostanziale aumento dei prezzi delle materie prime (energia, metalli e prodotti agricoli) a causa delle preoccupazioni per l’impatto dell’isolamento delle esportazioni russe dal commercio globale. I prezzi dei bond bielorussi, russi e ucraini sono crollati a livelli distressed, perdendo ovunque tra i 50 e i 90 centesimi sul dollaro, in base alla capacità di accedere alla liquidità esterna o alla disponibilità al servizio del debito.

Inoltre, non riteniamo che l’interventismo statale cinese nell’immobiliare e in altri settori sia stato risolto in modo decisivo. Questo, insieme alle politiche di tolleranza zero riguardo al covid, mantiene una pressione al ribasso sulla crescita cinese e sulla domanda di materie prime per quest’anno. Rimaniamo costruttivi sulle materie prime nel complesso, che dovrebbero avvantaggiare gli esportatori di materie prime EM e il debito EM in generale, poiché la maggior parte dei costituenti dell’indice sono esportatori di energia o di metalli.

Diliana Deltcheva, Candriam

Quale asset allocation per regioni/paesi/scadenze/rating state prediligendo e quale evoluzione ritenete sia plausibile nei prossimi mesi per l’universo delle obbligazioni emesse dai paesi emergenti?

Nelle strategie sovrane hard currency favoriamo l’esposizione all’high yield rispetto all’investment grade con una preferenza per gli esportatori di energia. Gli spread HY in confronto a quelli IG EM sono più ampi di 125 pb rispetto alle medie quinquennali.

Riteniamo queste valutazioni interessanti per un piccolo gruppo di esportatori di materie prime che beneficiano esplicitamente dell’attuale contesto di prezzi più elevati, che probabilmente si manterranno per tutto il 2022. Preferiamo concentrare l’esposizione agli esportatori di energia HY i cui bilanci esteri e domestici miglioreranno materialmente se nel 2022 i prezzi del petrolio rimarranno nell’area dei 90-100 dollari, come Bahrain, Ecuador, Iraq, Nigeria, Oman.  

I corporate bond degli EM potranno continuare ad affrontare i venti contrari dell’inflazione dei prezzi delle materie prime e dell’aumento dei tassi. Il nostro approccio rimane cauto, concentrandosi su emittenti di alta qualità in settori difensivi o orientati alle materie prime, preferibilmente in aree geografiche con impatti limitati dagli eventi Russia/Ucraina.

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.