Emergenti: profilo rischio-rendimento interessante

Intervista a Tim Love, Investment Director responsabile delle strategie azionarie dei Paesi emergenti di GAM Investments

GAM sullo tsunami coronavirus

Credete che le aspettative di prospettive economiche migliori in molti paesi emergenti contribuiranno ad attenuare il rischio rappresentato dall’aumento dei tassi di interesse globali?
Tim Love

La stretta della Fed, con l’indice dei prezzi al rialzo, sta cercando di impedire all’inflazione di diventare strutturale, soprattutto per i salari. Molte valute dei mercati emergenti hanno tenuto bene, grazie al fatto che avevano iniziato a scendere molto prima rispetto a quelle dei Paesi sviluppati.

Dunque, le valute dei Paesi esportatori di commodity erano già scese del 60-70%. Inoltre, 8 dei 10 principali mercati emergenti oggi sono liquidi, investment grade.

Nel 2004, prima della sovraperformance eccezionale del 2004 e nel 2008, i mercati emergenti hanno fatto meglio di quelli sviluppati. Abbiamo liquidità, abbiamo affidabilità di credito. E, aspetto più importante, abbiamo già subito i ribassi arbitrati dovuti alla percezione di un rischio elevato quando, in realtà, le preoccupazioni sono meno di quello che molti pensano.
Quali paesi o aree emergenti potrebbero uscire rafforzate in caso di attenuazione o risoluzione delle tensioni geopolitiche in corso?

Gli utili hanno tenuto su numerosi importanti mercati, soprattutto grazie alle riforme interne, in particolare in Cina e in India. Da segnalare anche i cambiamenti nella composizione degli indici, che si stanno modernizzando e comprendono oggi una percentuale più elevata dell’economia del futuro. Intelligenza artificiale, robotica, cibernetica, ma anche servizi di consulenza, i veicoli elettrici, sia come industria sia come materiali.

Le prospettive dei mercati emergenti per il secondo semestre dell’anno sono positive in termini relativi, come spiegato. E molto probabilmente anche in termini assoluti nell’ipotesi che la recessione nei Paesi sviluppati sia, nel peggiore dei casi, limitata o modesta.

Se ci fosse un hard landing nei Paesi sviluppati, ne risentirebbero allo stesso modo, ma non di più. In termini di rischio e rendimento, i ribassi sarebbero condivisi, ma a fronte di maggiori guadagni.

Dunque, il profilo di rischio e rendimento è interessante. Ne vediamo già i segnali perché l’asset class dei mercati emergenti nel primo semestre non ha perso così tanto, grazie ai fattori illustrati prima, ovvero fiducia, liquidità e tenuta degli utili.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.