Emergenti: tra rischi e opportunità

“Il settore finanziario è interessante ma tendiamo a non favorire le banche cinesi”, commenta Alex Duffy, gestore del fondo FF Emerging Market Focus Fund, Fidelity

Alex Duffy, Fidelity

Qual è il suo outlook per i mercati azionari emergenti per il 2020?

Gli investitori continueranno a monitorare da vicino lo scenario dei tassi di interesse, sia con riferimento all’universo di investimento relativo agli Stati Uniti che a quello dei mercati emergenti. In tale contesto, mentre i politici cercano di contrastare l’impatto della guerra commerciale con gli Stati Uniti, il renminbi dovrebbe continuare a essere soggetto a una pressione a ribasso.

All’interno dell’intero universo, i tassi di interesse sono anche diminuiti: la Banca Centrale Brasiliana a settembre ha tagliato i tassi di interesse a un nuovo minimo storico, seguendo l’esempio di altri paesi emergenti, così come Russia, India e Messico, giusto per fare qualche nome. In generale ci aspettiamo che i tassi supportino un miglioramento delle condizioni economiche (anche se da livelli minimi), favorendo allo stesso tempo le valutazioni del mercato azionario. In particolare, le valutazioni azionarie dei mercati emergenti rimangono interessanti sia in termini assoluti che relativi rispetto ai mercati sviluppati e ai dati storici.

Cosa potrebbe sorprendere gli investitori nel corso dell’anno?

Un allentamento sincronizzato da parte delle banche centrali, la crescente probabilità di un accordo commerciale tra Usa e Cina, così come le riforme in alcuni paesi quali Brasile e India, sono solo alcuni degli elementi che potrebbero aiutare a liberare il potenziale di crescita dei mercati emergenti. Rimane l’enigma del dollaro americano, ponendo un rischio per questa asset class in caso di un forte apprezzamento. A fronte di un’accresciuta volatilità, infatti, il dollaro continua a essere percepito come un porto sicuro, rappresentando un potenziale vento contrario. Vale, tuttavia, la pena sottolineare che gli Stati Uniti continuano a presentare un deficit a doppia cifra, che dovrebbe portare a un dollaro più debole nel lungo periodo.

Quali sono i temi più interessanti per il 2020?

I mercati emergenti continuano a offrire molte opportunità, sostenuti da fattori di crescita strutturale come l’urbanizzazione, i cambiamenti degli stili di vita e il crescente potere d’acquisto. Riteniamo, inoltre, che il settore finanziario sia un settore interessante, alla luce della qualità dei bilanci dei modelli bancari dominanti e rivolti al dettaglio, nonché le significative opportunità di crescita, trainate dai bassi livelli di penetrazione del credito. Le opportunità a lungo termine nel settore finanziario rimangono forti, nonostante il contesto attuale, caratterizzato da un calo dei tassi di interesse. A differenza delle economie sviluppate, i mercati emergenti godono di tassi di interesse reali elevati, e tassi di interesse più bassi hanno il potenziale di tradursi in una maggiore crescita del credito, meno inadempienze sui prestiti e multipli più elevati legati agli utili delle banche.

Cosa, invece, evitare in questo momento?

Preferiamo evitare i titoli finanziari di proprietà dello Stato, in quanto riteniamo che l’interesse primario degli azionisti di maggioranza non sia sempre allineato a quello degli azionisti di minoranza. In particolare, tendiamo a non favorire le banche cinesi. Anche se queste aziende hanno sovraperformato il benchmark in termini relativi nel tempo, riteniamo che i risultati che si ottengono investendo in esse sia troppo difficile da prevedere, il che ci porta a costruire la nostra esposizione ai finanziari altrove. In termini geografici, ci teniamo alla larga da regimi economici e politici sfidanti, che possono avere ripercussioni negative sulle pratiche di corporate governance delle aziende locali. La Nigeria ne è un esempio, in quanto continua a mostrare significativi problemi di corruzione e di scarsa governance a livello statale, che si riflettono in varie parti del mercato.