In tutto il mondo assistiamo a uno spostamento d’interesse molto forte verso l’energia e la mobilità intelligente. Thiemo Lang, senior portfolio manager della strategia Robeco SAM smart mobility & smart energy di Robeco, Marcello Matranga, country head di Robeco in Italia.
La dicotomia tra il processo di decarbonizzazione e il settore energetico – che tradizionalmente è noto per dipendere principalmente dai combustibili fossili – è reale. Questo trend è influenzato da due driver dominanti: la crescita della popolazione mondiale e quella del PIL globale che porta ad un aumento della domanda di energia e quindi anche della cosiddetta “fame di energia”. La crescita della popolazione mondiale è guidata dalla regione Asia-Pacifico, e rappresenta una grande sfida. In questo contesto, il fatto che gli Stati Uniti sembrino intenzionati ad aderire all’accordo di Parigi è molto positivo. Inoltre, la Cina ha recentemente dichiarato di voler diventare carbon neutral entro il 2060. Questi ultimi sono certamente i due Paesi più importanti, la cui collaborazione è fondamentale a livello globale poiché rappresentano oltre il 40% delle emissioni globali di CO2.
Il Vecchio continente non può farcela da solo
L’Europa è stata un importante promulgatore della riduzione delle emissioni di CO2, ma non ha la forza necessaria per portare avanti questo cambiamento da sola. Nel 2019, l’UE si è impegnata a raggiungere “l’impatto zero” entro il 2050. La quota di energie rinnovabili nel mix energetico del 2020 è pari al 38-40%, con un obiettivo del 65% entro il 2030. Le grandi economie giocano un ruolo chiave nella transizione energetica del mondo intero ma può essere utile anche focalizzarsi su alcuni settori economici. Alcuni di essi sono centrali per la transizione verso un modello di business più green. Per iniziare ad appiattire la curva dei consumi energetici, è innanzitutto importante espandere l’elettrificazione dei settori del riscaldamento e dei trasporti.
Allo stato attuale, il raggiungimento dello scenario di 1,5 ° C è altamente improbabile, ma è ragionevole presumere che entro il 2050 metà del consumo energetico globale sarà elettrico, con l’85% dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili.
In termini generali, quasi un terzo del consumo di energia è legato ai trasporti.
Non parliamo solo di automobili ma anche navi, aerei, treni e camion. Sebbene le auto di oggi siano energeticamente più efficienti che in passato, la maggior parte si alimenta ancora con derivati del petrolio. Anche se da anni il settore automobilistico è in difficoltà e la sua curva dei profitti è discendente, il numero di auto elettriche vendute è in forte crescita. Anche nel 2020, anno molto difficile, le vendite unitarie di auto elettriche aumenteranno di un altro 20%. Soprattutto in Europa, i tassi di crescita delle vendite di veicoli elettrici sono esplosi negli ultimi mesi.
A novembre del 2019, l’1,3% delle auto vendute in Italia erano elettriche. Un anno dopo il numero di veicoli elettrici venduti è aumentato di quasi il 400%, portando il tasso di penetrazione al 7,0%. In Paesi come la Germania siamo già al 20%. Nel nostro attuale scenario a lungo termine, circa il 40% delle nuove auto vendute saranno veicoli elettrici entro il 2030, ma questa potrebbe rivelarsi una stima prudente” ha detto Thiemo Lang, Senior Portfolio Manager della strategia RobecoSAM Smart Mobility & Smart Energy di Robeco, Zurigo.
Dai trasporti ai big data
L’elettrificazione del settore dei trasporti in combinazione con un più alto mix di energie rinnovabili nella fornitura di elettricità riduce l’impronta di carbonio. Questo può essere ulteriormente ridotto al minimo attraverso una “produzione CO2 free”. L’industria automobilistica lo ha capito, quindi ora l’obiettivo è di essere completamente CO2 free, inclusa la produzione di auto e batterie.
Finora, ci siamo concentrati sul settore dei trasporti in quanto il suo consumo di energia è significativo. Tuttavia, nell’IT con la diffusione dei big data, il 5G, i data center e l’elaborazione dei dati attraverso l’intelligenza artificiale che stanno guadagnando uno slancio significativo, si prevede anche un forte aumento della domanda di energia.
I big data e le reti IT rappresentano il 10% della domanda totale di elettricità e nel nostro scenario questa cifra sarà più che raddoppiata in circa 10 anni
I data center consumano molta energia, non solo per l’elaborazione dei dati stessi, ma anche per il raffreddamento della struttura necessario per mantenere i server in funzione alla temperatura ottimale. Pertanto, in questo campo, le aziende che offrono soluzioni per il raffreddamento di server farm sono molto interessanti anche come idee di investimento.
Investitori italiani sempre più attenti al trend
“Gli investitori italiani sono sempre più attratti dal tema della transizione energetica, sia per i fondamentali espressi dalle aziende protagoniste, sia per le ingenti regolamentazioni a support dell’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2. La decarbonizzazione, l’elettrificazione e la digitalizzazione sono importanti trend secolari che guidano e aiutano la trasformazione del settore energetico verso un futuro a basse emissioni di anidride carbonica. La strategia RobecoSAM Smart Energy trova il gradimento degli investitori italiani, consapevoli che l’efficientamento della catena del valore dell’approvvigionamento energetico è un modo concreto per imprimere un impatto positivo sulla società” ha detto Marcello Matranga, Country Head di Robeco in Italia.
Il futuro, elettrico e smart
Possiamo affermare che il futuro dell’energia è elettrico e smart, basato sulla produzione di energia rinnovabile, e comprensivo di tutte le tecnologie di efficienza energetica che aiutino a contenere i consumi degli utenti finali. Di conseguenza, stiamo osservando un forte sostegno strutturale per il tema della Smart Energy poiché i governi di tutto il mondo hanno iniziato a lanciare incentivi per la ripresa a vantaggio delle nostre aree di investimento. Ci aspettiamo quindi un forte slancio per le opportunità di investimento nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica lungo l’intera catena di valore, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2.
Redazione
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