Equity, la rotazione è appena iniziata. Il 2026 sarà probabilmente più volatile, ma potrebbe offrire ancora più opportunità. Alberto Tocchio, head of Global Equity and Thematics, Kairos Partners SGR

 

Azioni, azionario

 

Il 2025 si chiude su livelli molto forti, con l’S&P avviato verso il terzo anno consecutivo di rendimenti a doppia cifra, sostenuto dall’AI e da un’economia sorprendentemente resiliente. Ma il 2026 non sarà una semplice replica del 2025: il mercato sta entrando in una nuova fase, meno concentrata e più orientata alle rotazioni.

L’8 aprile l’S&P 500 era in calo di circa il 15% dall’inizio dell’anno, uno dei peggiori avvii di sempre. Ma ciò che è accaduto dopo è stato ancora più straordinario: otto mesi consecutivi di performance positive, che hanno portato l’indice a un rimbalzo di circa il 37%. Un movimento di questa portata si è visto in passato quasi esclusivamente dopo grandi bear market, non certo in un contesto economico resiliente come quello che abbiamo vissuto nel 2025.

Non serve nemmeno chiederci cosa abbia alimentato questo rialzo: lo sappiamo tutti, è stata l’intelligenza artificiale. Quello che forse sfugge è la dimensione del fenomeno. Circa l’80% del movimento positivo dell’indice è arrivato da soli 73 titoli, che grazie al peso delle mega-cap tecnologiche rappresentano quasi la metà della capitalizzazione dell’S&P 500. Ancora più sorprendente: solo tre nomi, Nvidia, Broadcom e Google, hanno contribuito al rialzo più di tutti gli altri settori messi insieme, escluso l’AI. Una concentrazione di questo tipo non si era mai vista.

Il prossimo anno sarà anche un mid-term year del secondo mandato Trump, un contesto storicamente complesso ma che, quando coincide con una fase di tagli dei tassi, ha spesso offerto buone opportunità.

Il bull market iniziato nel 2022, secondo molte analisi, è tutt’altro che concluso. Il 2026 potrebbe rappresentare il quarto anno del ciclo, con un potenziale per l’S&P 500 tra 8.000 e 8.500 punti. Il paragone più calzante resta il 1998: entusiasmo tecnologico, intelligenza artificiale in piena espansione e una bolla che, semplicemente, non è ancora arrivata.

Attenzione però: gli investitori dovranno affrontare un vero reality check, perché la sovraperformance dipenderà sempre più dalla capacità di cogliere le rotazioni settoriali. Dopo anni di dominio delle mega-cap tecnologiche, il mercato chiede maggiore ampiezza e diversificazione.

Ed è qui che entrano in gioco, in modo selettivo, medium e small cap: tassi in calo, valutazioni storicamente depresse, politiche fiscali più espansive e un focus più domestico rendono questo segmento particolarmente interessante. In altre parole, questa rotazione è appena iniziata e potrebbe rappresentare una delle opportunità più rilevanti del prossimo ciclo.

 


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Redazione

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