Titoli di società difensive e di buona qualità sono individuabili anche tra quelli del lusso e delle energie alternative. Intervista a Fausto Artorni, co-fondatore di IMPact SGR e Presidente del Cda

Quali opportunità individuate nel mercato azionario italiano nell’attuale scenario?
Gli Investitori negli ultimi 12 mesi hanno già colto le opportunità offerte dal mercato italiano. +11.6% la performance dell’indice FTSEMIB, contro il + 3.6% dell’indice Eurostoxx e il -3.5% dell’indice S&P. Pur in uno scenario globale macroeconomico incerto, il mercato è ancora interessante in termini di valutazioni. Il P/E 2023 si colloca intorno a 9.5x, che rimane inferiore rispetto alla media storica per circa il 20% e un dividendo medio sopra al 4%.
Ci aspettiamo risultati molto buoni nel primo trimestre 2023 per banche, utilities, lusso e consumer. Anche a livello di medio-piccole capitalizzazioni si possono trovare eccellenti opportunità di investimento a multipli che spesso sono sotto le valutazioni espresse dal mondo dei private-equity.
Il nostro portafoglio ha aumentato il peso in società difensive e di buona qualità nel settore farmaceutico-medicale, nelle utilities (comprese le aziende municipalizzate), nelle energie alternative e nel lusso.

Il peso dei titoli bancari è molto elevato all’interno dell’indice FTSE MIB. Dopo anni di sofferenza, gli utili delle banche italiane hanno archiviato il 2022 con una crescita record. Si tratta di un buon auspicio per la potenziale performance dell’indice nel medio termine?
Le banche stanno facendo risultati eccellenti per effetto del recente rialzo dei tassi e il conseguente miglioramento del margine di interesse. Le principali banche italiane tra dividendi e buy -back annunciati danno dei ritorni ben superiori al 10%.
Dopo le recenti buone performances borsistiche le valutazioni del settore si sono avvicinate alla media europea e questo fattore ci ha portato a prendere qualche presa di profitto, giustificato anche da una maggiore incertezza relativa allo scenario geopolitico e macroeconomico.
Il settore rimane comunque neutrale nel portafoglio di azioni italiane con particolare attenzione alle aziende attive in un processo di probabile ulteriore consolidamento. Riepilogando: rimaniamo in presenza di multipli nel settore bassi (P/E medio a 8x) anche dopo una performance settoriale a 12 mesi del 45% circa.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

