Nonostante tutti i danni economici provocati a livello globale dalla pandemia di COVID, il credito societario dei mercati emergenti ha dimostrato una notevole resilienza. Alain-Nsiona Defise, head of emerging corporates e Qian Zhang, senior client portfolio manager di Pictet Am.
Il comparto non solo ha chiuso il 2020 con un guadagno del 7,1%, con le obbligazioni societarie high yield dei mercati emergenti che hanno generato un rendimento del 6,6%, ma i suoi fondamentali continuano anche a essere più interessanti di quelli delle obbligazioni societarie dei Paesi sviluppati. L’utilità della classe di attivi come fonte di reddito affidabile – e come alternativa alle obbligazioni speculative dei mercati sviluppati – è evidente sotto diversi aspetti.
La sicurezza prima di tutto
Prendiamo ad esempio i tassi di default. Nonostante le turbolenze economiche a cui abbiamo assistito nel 2020, le obbligazioni societarie dei Paesi emergenti hanno registrato il tasso di default più basso tra tutte le principali tipologie di emissioni creditizie. Solo il 3,5% degli emittenti societari high yield dei mercati emergenti è stato insolvente nel 2020, secondo i dati di JPMorgan. Per contestualizzare, tale tasso è in linea con la media di lungo termine ed è solo la metà di quello registrato dal mercato obbligazionario high yield statunitense nel 2020. È anche ben al di sotto di quello del mercato high yield europeo.
Gestione prudente della liquidità
Ma la resilienza del mercato dipende soprattutto dai solidi fondamentali delle società emergenti che presentano una solida posizione di liquidità che ne riflette l’approccio prudente.
La maggior parte di tali società è entrata nella crisi pandemica con livelli considerevoli di liquidità nei propri bilanci e molte di queste hanno protetto ulteriormente i propri free cash flow riducendo le spese in conto capitale.
Per contro, le società dei mercati sviluppati hanno offerto dividendi aggressivi ed effettuato significativi riacquisti di azioni. Molte sono coinvolte in attività di fusione e acquisizione sempre più frenetiche. Tutto ciò ha eroso i saldi di cassa per tutti, tranne che per i colossi high-tech, e ha portato a un incremento del debito societario in tutte le principali economie.
Rifinanziamento senza stress
Le società dei mercati emergenti hanno inoltre gestito attentamente le proprie passività, riacquistando il debito a più breve scadenza ed emettendo nuove obbligazioni a più lunga scadenza con tassi di interesse favorevoli. Ad esempio, nel 2020 oltre il 60% delle obbligazioni high yield in dollari di nuova emissione è stato utilizzato per il rifinanziamento del debito, rispetto al 40% del periodo 2014-2017. Dato che questi emittenti non hanno volumi enormi di debito in scadenza a breve termine, ci sono meno preoccupazioni sulla loro capacità di onorare il debito e, allo stesso tempo, sull’eccesso di offerta del mercato.
Fondamentalmente sani
Vi sono poi i fondamentali macroeconomici. Le economie emergenti sono state in generale protagoniste di recuperi più forti e rapidi dalla crisi economica scatenata dalla pandemia. Ad esempio, all’inizio di dicembre tutti i principali indicatori dell’attività cinesi erano al di sopra dei livelli di un anno prima. Nel complesso, la produzione industriale dei mercati emergenti si è attestata a livelli superiori a quelli del quarto trimestre 2019. Al contrario, gli indicatori industriali statunitensi hanno presentato un grande ritardo.
Considerato che, a parità di rating creditizio, lo spread sul credito high yield dei Paesi emergenti è ancora più ampio di quello sull’high yield statunitense, prevediamo un ulteriore restringimento del divario, a vantaggio del credito dei mercati emergenti.
Redazione
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