Le caratteristiche di bene rifugio della divisa elvetica restano intatte e tali da beneficiare di un peggioramento dello scenario medio-orientale.  Christoph Boner, Chief Investment Allocation Officer Vontobel

Siamo cauti nello sbilanciarci in previsioni sulle prospettive del franco di qui a fine anno perché il cambio dipenderà meno dai fondamentali svizzeri, che rimangono solidi, e più dalla durata e dalla natura del conflitto.

Tuttavia, se il conflitto dovesse nuovamente trasformarsi in un evento di stress globale più ampio, l’equilibrio si sposterebbe decisamente a favore del franco che mantiene il suo tradizionale ruolo di bene rifugio, sostenuto dalla stabilità politica, dalla solidità delle finanze pubbliche, dal surplus delle partite correnti e dalla bassa inflazione della Svizzera.

In episodi di avversione al rischio in piena regola, la domanda di beni rifugio tende a prevalere sia sui differenziali di rendimento che sulla retorica della BNS, come ha mostrato brevemente il mese di marzo.

Il ruolo della banca centrale svizzera (BNS)

Confermando il tasso di riferimento allo 0%, la BNS mantiene i rendimenti in franchi strutturalmente bassi rispetto sia agli Stati Uniti che all’area dell’euro, frenando meccanicamente la domanda marginale di franchi a favore di strategie di carry trade, di copertura e di finanziamento che puntano contro il rafforzamento della valuta svizzera.

Ma con lo scoppio della guerra in Medio Oriente la BNS è intervenuta in modo insolitamente esplicito per scoraggiare il rafforzamento del franco: il 2 marzo ha fatto un raro intervento verbale dopo che il franco ha registrato un’impennata rispetto all’euro e il 19 marzo ha ribadito ufficialmente la propria disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi.

L’obiettivo della BNS non è quello di puntare a un tasso di cambio specifico, ma di preservare la stabilità dei prezzi. Con l’inflazione svizzera che si attesta al limite inferiore della fascia di stabilità dei prezzi della BNS (0-2%), qualsiasi apprezzamento sostenuto del franco rischia infatti di riportare l’economia in territorio deflazionistico tramite prezzi all’importazione più bassi ed esportazioni più deboli.

 

 

 

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.