I policymaker sembrano sempre più disposti a tollerare, o addirittura a pilotare, un indebolimento del dollaro per salvaguardare la crescita interna. Marie Thibout, Economist and Senior Strategist, Mirabaud

Gli investitori stranieri detengono attualmente 31,4mila miliardi di dollari in azioni e titoli a reddito fisso USA, mentre gli Stati Uniti registrano un deficit netto degli investimenti internazionali pari a circa 26mila miliardi di dollari, ovvero circa il 90% del PIL.
Negli ultimi 15 anni, gli investitori esteri hanno beneficiato del duplice vantaggio di rendimenti nominali interessanti e dell’apprezzamento della valuta. Tuttavia, riteniamo che vi siano validi motivi, nel medio termine, per avere un posizionamento prudente sul dollaro.
Non riteniamo che il rischio principale per il dollaro risieda in una vendita massiccia di attività in USD. Piuttosto, la dinamica più sottile ma potenzialmente potente è un cambiamento nel comportamento di copertura.
Con il calo dei tassi di interesse a breve termine negli Stati Uniti e la diminuzione dei costi di copertura, un numero maggiore di investitori stranieri, in particolare europei e giapponesi, potrebbe aumentare le proprie coperture in USD. Anche un consenso più cauto sul dollaro dovrebbe influire su queste decisioni. I report della BRI e di altre istituzioni private suggeriscono che i grandi investitori istituzionali di tutto il mondo sono strutturalmente e storicamente sottocoperti in dollari.
La copertura comporta la vendita di contratti a termine in dollari e la quota della posizione non coperta può esercitare una pressione significativa sul flusso della valuta. Infine, finanziare la reindustrializzazione e la rimilitarizzazione dell’Europa significa anche la necessità di riallocare nuovo capitale su questa sponda dell’oceano.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

