Il mercato della consulenza finanziaria italiana attraversa una fase di forte competizione sul fronte del reclutamento. Le grandi reti si contendono giovani talenti, professionisti affermati e figure con potenziale manageriale, in uno scenario in cui la qualità del capitale umano è diventata variabile decisiva per la crescita. Il gruppo Fideuram, che riunisce le reti Fideuram, Sanpaolo Invest e Iw Private Investments, per un totale di circa 7 mila consulenti, oltre un milione di clienti e più di 425 miliardi di euro di Aum (dati al 31 dicembre 2025) è ormai chiaramente leader di mercato nella consulenza finanziaria e soprattutto nel private banking. Alla base c’è una strategia di reclutamento che ha tre obiettivi: ricambio generazionale, esperienza senior e capacità di coordinamento. Ma non è solo una questione di numeri. Il reclutamento è per una rete di consulenti finanziari un momento cruciale: occorre, in un rapporto basato in maniera totalitaria sulla fiducia, sapere scegliere con grande cura le persone in grado di interpretare al meglio la filosofia della società, di inserirsi in un gruppo molto ampio e con caratteristiche molto precise, di garantire uno stile ben codificato con il cliente e, infine, di avere una buona capacità commerciale. È un insieme di componenti non facile da mettere insieme.

Per capire come si articola questa strategia, quali profili vengono cercati e che cosa il Gruppo offre a chi sceglie di entrare nelle sue reti, Fondi&sicav ha incontrato Stefano Gallizioli, responsabile coordinamento rete consulenti finanziari di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking. Galizioli è approdato in Fideuram nel 2011, con l’incarico di responsabile dello sviluppo della rete, presidiando in modo integrato le funzioni di sviluppo commerciale, sviluppo professionale e reclutamento per le reti dei consulenti finanziari del gruppo. Dal gennaio 2022 ricopre l’attuale incarico, posizione che lo colloca al vertice del presidio commerciale e organizzativo delle tre reti che fanno capo a Fideuram. È inoltre membro della Commissione Tecnica Hr dell’Associazione italiana private banking (Aipb), dedicata allo sviluppo professionale del private banker.

Partiamo dai numeri. Come si è sviluppato il flusso di ingressi nel Gruppo Fideuram nell’ultimo biennio?

«Negli ultimi due anni il gruppo Fideuram ha proseguito un’attività di recruiting coerente con la propria strategia di sviluppo sostenibile delle reti. L’obiettivo non è semplicemente crescere nei numeri, ma rafforzare la qualità complessiva della rete, mantenendo un equilibrio tra nuove generazioni, professionisti già affermati e figure con potenziale manageriale. Nel periodo compreso tra maggio 2024 e aprile 2026 sono entrati nelle reti Fideuram, Sanpaolo Invest e Iw Private Investments 899 consulenti finanziari. È un dato significativo, che racconta bene la capacità del Gruppo di attrarre professionalità diverse. Il 57% dei nuovi ingressi è rappresentato da consulenti under 35, a conferma di un investimento strutturale sul ricambio generazionale, mentre il restante 43% è composto da professionisti con esperienza consolidata.  Accanto a questi profili, abbiamo inserito in modo mirato anche consulenti con competenze manageriali, in grado di contribuire allo sviluppo di team e strutture territoriali. È proprio da questo equilibrio tra giovani, senior e figure con potenziale di coordinamento che nasce una crescita solida, ordinata e duratura della rete».

 

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Redazione

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