Cross euro/dollaro vale 1,0521 in rialzo di 0,23%. Azionariato asiatico in ordine sparso stamane. La People’s Bank of China (PboC) lascia invariato al 3,70% il
loan prime rate annuale. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi, lunedì 20 giugno, si presenta non particolarmente ricca
di dati di rilievo. Si ricorda che oggi i listini americani rimarranno chiusi per
festività. Dopo la comunicazione del tasso privilegiato d’interesse della PboC
(Cina), verranno comunicati i dati sull’indice dei prezzi alla produzione della
Germania e sulla produzione di costruzioni in Italia.

Sul versante europeo, secondo quanto comunicato da Statistisches Bundesamt
(Destatis, l’agenzia nazionale di statistica tedesca), in maggio i prezzi alla
produzione sono saliti in Germania del 33,6% annuo, in marginale
accelerazione rispetto al precedente rimbalzo del 33,5% (30,9% in marzo),
sostanzialmente in linea con le attese degli economisti. Su base sequenziale
l’indice dei prezzi alla produzione è cresciuto invece dell’1,6% contro il 2,8% di
aprile (4,9% in marzo) e l’1,5% del consensus.

Sul fronte asiatico, la People’s Bank of China (PboC) lascia invariato al 3,70% il
loan prime rate annuale (il tasso privilegiato è fissato mensilmente sulla base
delle indicazioni di 18 banche, anche se Pechino ha un’influenza diretta sulla sua
determinazione), dopo averlo abbassato di 5 bps lo scorso dicembre e prima
ancora di 10 bps nel gennaio 2021 (in precedenza lo aveva lasciato invariato per
diciannove meeting consecutivi). Invariato anche al 4,45% il loan prime rate a
cinque anni, dopo il taglio di 15 bps di maggio. La decisione era ampiamente
prevista: 23 dei 26 economisti che componevano il consensus non si
aspettavano infatti alcuna modifica (uno aveva previsto una riduzione di 5 bps
per il loan prime rate annuale, uno di quello a cinque anni e un altro aveva
stimato un taglio di entrambi i tassi).

Sul versante statunitense, Jerome Powell si è impegnato sul fatto che la Federal
Reserve (Fed) sia focalizzata, anzi “acutamente concentrata”, sulla riduzione
dell’inflazione. “Il forte impegno della Fed nei confronti del nostro mandato di
stabilità dei prezzi contribuisce alla diffusa fiducia nel dollaro come riserva di
valore. A tal fine, io e i miei colleghi siamo fortemente concentrati nel riportare
l’inflazione al nostro obiettivo del 2%”, ha dichiarato il chairman nel corso di una
conferenza il cui tema era il ruolo di valuta globale del dollaro Usa.

Il cross euro/dollaro vale 1,0521 in rialzo di 0,23%, mentre il cambio euro/yen si
attesta su 141,79 in rialzo dello 0,23% e il cambio usd/jpy scambia a 134,90 in
calo di 0,04%.

Derivati sul greggio in rialzo stamane. Il futures sul Brent guadagna lo 0,61% a
USD 113,81 il barile, mentre WTI Usa sale dello 0,18% a USD 109,76.

Stamane il Bund future ha aperto a 144,52 il Btp future a 119,79. Lo spread
Btp/Bund riparte da 206 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale al
3,708%.

Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari che guadagna lo
0,21%. Misti i titoli bancari. In rialzo Moncler, Eni, Stellantis, Ferrari e Poste
Italiane. In ribasso, invece, Saipem, A2A S.p.A., Diasorin, Campari e CNH
Industrial.

Azionariato asiatico in ordine sparso stamane con il Nikkei 225 della borsa
di Tokyo in ribasso dello 0,74%, Hong Kong sale dello 0,23%, Shanghai
scende dello 0,04%, Seoul del 2,04%, mentre Sidney ha perso lo 0,64%. Dopo
una chiusura d’ottava contrastata per Wall Street, la nuova settimana inizia al
ribasso per i mercati asiatici. A spaventare gli investitori è ancora la stretta
monetaria guidata dalla Federal Reserve (Fed) che punta a frenare
l’impennata dell’inflazione ma rischia di trascinare in recessione l’economia
globale. Principale fattore rialzista in Asia sono ancora le valutazioni del
presidente Usa Joe Biden sulla possibile eliminazione di alcuni dei dazi
imposti sulle importazioni dalla Cina dal suo predecessore Donald Trump e i
cui effetti si vedono soprattutto sulla capacità di spesa dei consumatori
americani. Biden ha per altro dichiarato sabato di avere intenzione di parlare il
prima possibile con il presidente cinese Xi Jinping.

La Borsa di New York ha chiuso l’ultima seduta della settimana
complessivamente in positivo. Il Dow Jones ha perso il 0,13%, l’S&P 500 ha
guadagnato lo 0,22%, mentre il Nasdaq Composite è salito dell’1,52%.
Tra i titoli in evidenza Adobe Systems -1,18%. L’azienda di San Jose ha
comunicato risultati relativi al secondo trimestre dell’esercizio 2022 segnati da
profitti netti in crescita da 1,12 mld, pari a USD 2,32 per azione, a 1,18 mld, e
USD 2,49. Su base rettificata l’eps si è attestato a USD 3,35, a fronte di ricavi in
progresso da 3,84 a 4,39 mld. Il consensus era per USD 3,37 e 4,34 mld
rispettivamente. Adobe, come successo già in marzo, ha però deluso sulla
guidance, dichiarando di attendersi per l’attuale periodo un eps rettificato di
USD 3,33 su 4,43 mld di giro d’affari (USD 3,40 e 4,51 mld il consensus)


Avatar di Sconosciuto
Redazione

La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.