Intervista a Dan Carter, Fund manager del Jupiter Japan Select di Jupiter AM

La Borsa di Tokyo ha mostrato una buona tenuta a dispetto degli eventi che hanno fatto impennare la volatilità sui mercati azionari. Quali sono a vostro parere i fattori che hanno consentito all’equity nipponico di centrare questo risultato?

Da inizio anno il mercato azionario giapponese è stato leggermente più resiliente rispetto agli altri principali mercati. In parte questa è una conseguenza della performance del periodo precedente: negli ultimi anni il Giappone è rimasto indietro rispetto a molti paesi, in particolare gli Stati Uniti.
Ciò ha significato che le valutazioni aggregate erano meno tirate. Le società giapponesi in genere hanno anche un basso livello di indebitamento e sono in grado di resistere a periodi difficili. Inoltre, se la vicinanza geografica all’Ucraina e alla Russia ha ovviamente influenzato i mercati europei, il Giappone ha un’interazione economica relativamente limitata con quella regione.
Anche le pressioni inflazionistiche sono più basse in Giappone che in altri paesi, principalmente a causa dell’invecchiamento della popolazione e del calo demografico. Quindi le preoccupazioni per l’inflazione vertiginosa e l’aumento dei tassi di interesse si fanno sentire di meno.
Spostando l’attenzione al medio-lungo termine, quali prospettive delineate per il mercato azionario giapponese?
Nel medio/lungo termine crediamo che il mercato azionario giapponese continuerà ad offrire valutazioni molto interessanti rispetto ad altri mercati azionari sviluppati. La solidità dei bilanci societari non è mai stata così forte, a supporto della crescita dei dividendi e delle rendite totali per gli azionisti.
Gli investitori stranieri possiedono una piccola fetta del mercato, che è poco studiato, con conseguenti inefficienze su cui i gestori attivi e ad alta convinzione possono capitalizzare. Tuttavia, le implicazioni globali più ampie degli eventi in Ucraina si sentiranno anche in Giappone, non ultimo attraverso il vettore delle materie prime consumate ma non prodotte dalle aziende giapponesi. La solidità finanziaria, la capacità tecnologica e la resilienza operativa serviranno alle aziende giapponesi per affrontare questi tempi turbolenti.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

