Intervista ad Alessandra Manuli, amministratore delegato di Hedge Invest

La Borsa di Tokyo ha mostrato una buona tenuta a dispetto degli eventi che hanno fatto impennare la volatilità sui mercati azionari. Quali sono a vostro parere i fattori che hanno consentito all’equity nipponico di centrare questo risultato?
Il mercato azionario giapponese è generalmente caratterizzato da una buona decorrelazione con l’andamento degli altri mercati azionari internazionali, grazie alle specifiche caratteristiche dell’economia domestica (bassa crescita e inflazione pressoché assente), della politica monetaria, del tessuto industriale locale (con ampi margini di miglioramento sul fronte della corporate governance delle aziende) e del mercato azionario (sempre meno popolato negli ultimi anni dagli investitori internazionali).

Purtroppo, la degenerazione del conflitto fra Russia e Ucraina ha rappresentato un evento esogeno di enorme portata che ha causato un forte aumento della volatilità anche sul mercato azionario giapponese, il quale ha seguito gli altri mercati finanziari nella violenta correzione avvenuta nelle ultime settimane, perdendo la sua caratteristica di decorrelazione rispetto al resto dell’azionario globale.
Come tutti, ci auguriamo che venga trovata al più presto una soluzione pacifica al conflitto, a seguito della quale riteniamo che il mercato azionario giapponese potrebbe tornare a presentare interessanti opportunità di investimento per gestori attivi, soprattutto nell’ambito delle strategie long/short equity.
In particolare, il Giappone rappresenta un terreno fertile per strategie attive in quanto gli investitori stranieri, che rappresentano circa il 70% del turnover medio giornaliero del mercato, hanno venduto in massa i titoli giapponesi negli ultimi anni. Pertanto il mercato non risulta affollato e le inefficienze sono numerose.
Dal punto di vista macro, a fronte di una crescita ancora molto bassa, la Banca centrale, diversamente dalle altre banche centrali dei principali Paesi sviluppati oggi alle prese con la lotta all’inflazione, non ha mostrato alcuna intenzione di cambiare la propria attitudine di politica monetaria espansiva, sposando invece un approccio finalizzato a sostenere la ripresa economica.
Spostando l’attenzione al medio-lungo termine, quali prospettive delineate per il mercato azionario giapponese?
Dal punto di vista idiosincratico, le aziende giapponesi stanno vivendo una fase di grande trasformazione, resa indispensabile dalle conseguenze della crisi pandemica sull’economia, e accelerata a seguito della crisi geopolitica in corso. Gli azionisti hanno oggi più voce in capitolo di quanto lo sia stato storicamente. Per questo motivo, riteniamo che strategie attive basate sull’analisi dei fondamentali aziendali potranno tornare a generare valore una volta conclusasi la fase di forte volatilità legata alle conseguenze internazionali della guerra in atto.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

