Intervista a Massimiliano Schena, Direttore Investimenti Symphonia SGR

La Borsa di Tokyo ha mostrato una buona tenuta a dispetto degli eventi che hanno fatto impennare la volatilità sui mercati azionari. Quali sono a vostro parere i fattori che hanno consentito all’equity nipponico di centrare questo risultato?
Attendiamo che il Giappone rimanga tra i mercati favoriti, in questa fase di mercati volatili. Le sue esportazioni sono dirette solo per circa 1% verso la Russia. E la sua economia è tra le più efficienti nell’uso dell’energia, al riparo da grandi erosioni del reddito disponibile dei consumatori e da aumenti di inflazione collegati alla crisi energetica.

Anche per questo il Giappone è meno a rischio che la sua banca centrale modifichi a breve in senso più restrittivo la politica monetaria, a differenza delle maggiori economie occidentali.
Proprio questo ritardo nella risalita dei tassi potrebbe anche mantenere la valuta giapponese relativamente debole, sostenere i margini aziendali a livelli elevati e contribuire a rinviare l’avvio di revisioni negative delle stime sugli utili aziendali, a differenza di quanto succede ora sugli altri maggiori mercati.
In una fase di crescente polarizzazione dei blocchi geopolitici globali, alimentata anche da più stringenti regolamentazioni di finanza etica, è anche probabile che i grandi investitori discriminino con attenzione crescente tra i paesi asiatici filo-occidentali e quelli che stanno preferendo di non sanzionare o perfino sostenere la Russia. E dunque che anche i flussi di investimento sull’area asiatica favoriscano nei prossimi trimestri il Giappone rispetto agli altri grandi mercati asiatici.
Spostando l’attenzione al medio-lungo termine, quali prospettive delineate per il mercato azionario giapponese?
Nel medio-lungo termine il Giappone patisce di un significativo handicap demografico, che imprime all’economia contrazione e deflazione. Il governo da alcuni anni ha però intrapreso politiche economiche di incentivo all’internazionalizzazione, volte da un lato a migliorare la capacità di esportare beni e servizi, dall’altro a rilassare i limiti culturali e amministrativi all’immigrazione, cementati da secoli di storia autarchica e un generale sentimento di superiorità culturale e coesione sociale.
Più che in altri paesi si avverte la pressione all’aumento dell’efficienza lavorativa con automazione e digitalizzazione, che hanno continuato ad accrescere il divario di prodotto interno pro-capite rispetto alle maggiori nazioni sviluppate. E negli anni recenti hanno consentito di mantenere crescita economica nonostante il calo inesorabile della popolazione.
Se il mercato azionario giapponese nel suo complesso può essere meno attraente di altri nel medio-lungo periodo, stante un contesto di crescita economica relativamente bassa, molti esportatori nei comparti dell’elettronica e dei macchinari industriali, leader tecnologici indiscussi con profili di crescita e redditività ai vertici dei rispettivi segmenti, meritano per noi un’allocazione importante nei portafogli degli investitori.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

