Intervista a Sara Cazzola, Head of Research e fund manager di Hedge Invest

 

I Treasury sono affondati di prezzo a un ritmo sostenuto, spingendo verso l’alto i rendimenti, cosa alquanto strana poiché nei casi di crescente pericolo percepito dagli investitori i titoli di Stato USA si trasformano in asset rifugio. Come interpretare il calo delle quotazioni?

 

Sara Cazzola

Il calo delle quotazioni dei Treasury avvenuto nelle ultime settimane è molto razionale, motivato sia da ragioni di natura fondamentale sia da ragioni di natura tecnica.

Dal punto di vista macroeconomico, infatti, l’economia americana ha mostrato sinora, e continua a mostrare, una forza superiore alle attese, nonostante il graduale venir meno della spinta derivante dalle politiche fiscali super espansive adottate per la gestione della pandemia da covid (in primis, i consumatori hanno di fatto esaurito i risparmi in eccesso che avevano accumulato durante la pandemia).

Inoltre, l‘inflazione, pur in diminuzione rispetto ai picchi toccati gli scorsi trimestri, rimane ancora relativamente elevata. E ciò ha spinto la Federal Reserve a parlare di tassi “higher for longer” alimentando aspettative di una politica monetaria non ancora pronta a una svolta da restrittiva ad accomodante. Dal punto di vista tecnico, la domanda dei Treasury è in sostanziale diminuzione, essendo ormai iniziato il quantitative tightening della Fed da diversi trimestri.

Nel contempo, l’offerta di Titoli di Stato a medio/lunga scadenza è elevata, a fronte di un Governo americano che necessita di emettere debito per finanziarsi. L’insieme di questi fattori giustifica lo spostamento al rialzo della curva dei tassi americana avvenuto nelle ultime settimane. L’acuirsi delle tensioni geopolitiche, avvenuto soprattutto nelle ultime settimane a seguito dello scoppio del conflitto in Palestina, avrebbe potuto causare un “flight to safety” di cui avrebbero potuto beneficiare anche i Treasury.

Nello scenario attuale, invece, hanno prevalso nell’atteggiamento degli investitori gli aspetti di natura macroeconomica, che giustificano in effetti una discesa dei Treasury quale quella che si è appena verificata.

Ritenete che quello attuale rappresenti un buon punto di ingresso per chi voglia aumentare la quota di portafoglio destinata ai treasury decennali o che sia meglio focalizzarsi su titoli di Stato Usa a scadenza più breve?

Sicuramente l’aumento dei tassi di interesse avvenuto nelle ultime settimane rappresenta un interessante entry point per un investitore interessato a incrementare la componente obbligazionaria del portafoglio.

Tuttavia, riteniamo che sia relativamente più interessante l’investimento nella parte a breve della curva dei tassi, i cui rendimenti non si allontanano poi più di tanto dal livello di rendimento offerto dai Titoli di Stato a lunga scadenza. Ma ovviamente esponendo l’investitore a un minore rischio di duration.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.