Intervista a Roman Gaiser, Responsabile high yield EMEA di Columbia Threadneedle Investments

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La qualità complessiva delle obbligazioni high yield è migliorata negli ultimi anni, con circa il 50% che si colloca nel rating BB. Ritenete che questi livelli rendano l’asset class meno rischiosa in caso di recessione?
Roman Gaiser

Attualmente, come Columbia Threadneedle, siamo convinti che il tasso d’insolvenza dell’High Yield europeo (EHY) sarà dell’1,4% per i prossimi 12 mesi e del 3,7% per i prossimi 24 mesi.

La nostra previsione generale resta sostanzialmente invariata rispetto a ottobre ma volge tendenzialmente in negativo sul lungo periodo.

Nonostante l’attuale contesto macroeconomico, siamo convinti che siano presenti nel mercato ottime aziende, ad esempio quelle con rating BB, in grado quindi di resistere a un possibile rallentamento economico e che presentano oggi rendimenti particolarmente interessanti, soprattutto se guardiamo all’high yield, e che sono aumentati in maniera significativa.

Al contempo, data la volatilità del mercato e le attese recessive, dobbiamo chiaramente evitare le società maggiormente a rischio, ovvero emittenti più deboli che potrebbero faticare a rifinanziarsi, e concentrarci sulle aziende che avranno successo.

Visti gli attuali livelli di rendimento offerti dagli HY bond, quali duration, settori e aree geografiche, tendete a privilegiare all’interno dei vostri portafogli?

Il settore TMT e utility si confermano un porto sicuro, in quanto favoriti anche da una combinazione di emittenti ibridi e/o a grande capitalizzazione con buone strutture di scadenze.

Il settore automobilistico, invece, vede le proprie difficoltà ampiamente compensate da solidi bilanci, soprattutto per gli emittenti più grandi e con rating a doppia B. Mentre i comparti del tempo libero e dei trasporti restano ancora ad alto rischio.

Continuano a preoccupare, in particolare, i rischi associati alla spesa al consumo e alle strutture del capitale eccessivamente indebitate. Infine, vediamo il segmento delle vendite al dettaglio attualmente esposto a pressioni di rifinanziamento.

Uno dei temi a cui siamo esposti al momento è il cosiddetto “yield to call”, ossia la predilezione per quelle obbligazioni che potrebbero avere come scadenza il 2025 o il 2026 e i cui rendimenti sono forse relativamente moderati ma potrebbero aumentare notevolmente in caso di richiamo prima della scadenza.

Infatti, le aziende vogliono essere certe di avere le adeguate coperture e, spinte dall’aumento dei costi di finanziamento, molte di loro cercheranno di prefinanziarsi in anticipo e questo si tradurrà in rendimenti migliori per noi investitori. Per questo motivo stiamo selezionando obbligazioni yield-to-call tra gli emittenti che riteniamo maggiormente interessanti.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.