I flussi verso il reddito fisso tornano in positivo

 A febbraio i flussi per questa asset class sono tornati in territorio positivo. Cala l’interesse per i prodotti legati ai temi della sostenibilità. BlackRock ETP Landscape Report

Dopo lo slancio nel mese di gennaio e fino alla prima settimana del mese, il sentiment degli investitori ha iniziato a diventare negativo da metà febbraio – prima dell’invasione russa dell’Ucraina – anche se i flussi sono rimasti complessivamente positivi, con 2,5 miliardi di dollari in ingresso.

I deflussi riguardano prevalentemente le esposizioni allargate all’azionario europeo. A livello regionale, gli ETP quotati nell’area EMEA hanno dominato le vendite, mentre i flussi statunitensi sono diminuiti in valore assoluto ma sono rimasti positivi. La tendenza degli afflussi azionari europei quotati negli Stati Uniti che superano quelli quotati nell’area EMEA ricorda quello che abbiamo osservato nel 2020.

Interesse per i tassi

Una ripresa degli acquisti dei fondi sui tassi ha contribuito all’incremento dei flussi complessivi sul reddito fisso, con 11,5 miliardi di dollari aggiunti, di cui 4,6 miliardi nella sola settimana del 20 febbraio, segnando un’inclinazione tra le escalation geopolitiche. Seppur, come di consueto, la maggior parte dei flussi si è orientata verso i tassi USA, i flussi della zona euro sono aumentati a 1,3 miliardi di dollari, il livello più alto da luglio 2021.

Le obbligazioni inflation-linked hanno registrato deflussi netti (-2,6 miliardi di dollari), pur mostrando verso la fine del mese un cambio di orientamento rispetto al contesto di mercato: 0,2 miliardi di dollari sono stati aggiunti in prodotti inflation-linked statunitensi quotati negli Stati Uniti in ciascuna delle ultime due settimane di febbraio.

Anche i flussi sul credito investment grade (IG) sono aumentati significativamente, con 5,7 miliardi di dollari aggiunti a febbraio, maggior dato di raccolta da agosto 2021.

Gli afflussi si sono registrati interamente per i fondi IG focalizzati sugli Stati Uniti, mentre si sono registrate fuoriuscite dalle esposizioni della zona euro e globali. L’appetito per il credito non è stato trasversale tra i diversi segmenti: i deflussi da high yield (HY) sono rallentati ma sono rimasti negativi (-3,6 miliardi di dollari), con vendite in tutte le esposizioni geografiche, anche se guidate da HY focalizzati sugli Stati Uniti.

Trend in cambiamento

A livello settoriale, nel mese di febbraio si sono osservati dei cambiamenti rispetto ai flussi registrati negli ultimi mesi. Nonostante il settore finanziario si confermi il più popolare da inizio anno, a febbraio si sono registrati dei deflussi (-1,3 miliardi di dollari) a seguito di un orientamento negativo nelle ultime due settimane del mese, alla luce delle considerazioni degli investitori sull’invasione russa dell’Ucraina e le relative implicazioni sull’inflazione e sulle politiche delle banche centrali. I deflussi sono stati guidati dai titoli finanziari statunitensi, mentre quelli europei hanno registrato fuoriuscite più contenute. Al contempo, la raccolta dei tecnologici è stata positiva per 1,8 miliardi di dollari, mentre il settore sanitario è entrato in territorio negativo con deflussi pari a 1,5 miliardi di dollari. L’energy si conferma l’unico settore con flussi abbastanza costanti, con nuovi ingressi per 1,5 miliardi di dollari aggiunti ai 3,1 miliardi di dollari di gennaio.

I trend fattoriali sono rimasti relativamente in linea con il mese di gennaio, con un aumento degli acquisti di ETP value (2,7 miliardi di dollari) e un’ulteriore allocazione al settore Quality, anche se a livelli inferiori (0,5 miliardi di dollari). Il Minimum Volatility – che aveva registrato tre mesi di afflussi nell’ultimo quadrimestre – è tornato negativo, con deflussi per 0,8 miliardi di dollari.

I flussi sulle materie prime sono aumentati a 6,5 miliardi di dollari rispetto ai 5,6 miliardi di dollari di gennaio, con afflussi per gli ETP con esposizioni allargate in aumento a 4,0 miliardi di dollari. Gli acquisti sull’oro sono in decrescita a 2,2 miliardi di dollari, senza una visibile ripresa in concomitanza dell’invasione russa.

Calano gli acquisti sostenibili 

I flussi verso gli ETP sostenibili sono calati a febbraio, mese di minori afflussi degli ultimi 12 mesi, trainati dalle esposizioni quotate negli USA e nell’EMEA. Nel corso del mese sono stati aggiunti 5,4 miliardi di dollari, di cui 4,4 miliardi in prodotti quotati nell’EMEA e 1,0 miliardi in prodotti quotati negli Stati Uniti.

Gli acquisti nell’area EMEA sono stati guidati dalle strategie ESG best-in-class a reddito fisso (1,6 miliardi di dollari), in contrasto con le tendenze storiche che evidenziavano una preferenza per le strategie azionarie best-in-class (BiC). Al contrario, le strategie ESG BiC azionarie hanno subito una contrazione a 0,9 miliardi di dollari rispetto ai 3,5 miliardi aggiunti a gennaio.

Nell’ambito dell‘azionario ESG BiC, si distinguono le esposizioni dell’eurozona con 0,8 miliardi di dollari in ingresso, mentre le esposizioni statunitensi, storicamente leader di raccolta, sono scese a 0,2 miliardi di dollari rispetto agli 1,2 miliardi del mese precedente. Anche gli afflussi verso le esposizioni europee sono scesi a 0,2 miliardi di dollari rispetto ai 0,9 miliardi di gennaio. Le strategie azionarie screened hanno registrato un’inversione di tendenza, con 0,9 miliardi di dollari aggiunti dopo i deflussi di 0,2 miliardi di gennaio, mentre le strategie azionarie climatiche hanno raccolto 0,3 miliardi di dollari, in calo rispetto alla raccolta media semestrale della specifica esposizione, pari a 0,7 miliardi di dollari.

I flussi verso gli ETP quotati negli Stati Uniti, pari a 1 miliardo di dollari, sono stati inferiori alla media degli ultimi 12 mesi pari a 2,5 miliardi di dollari, con le strategie azionarie che hanno attratto la maggior parte dei flussi (0,7 miliardi di dollari). Le strategie ottimizzate ESG (0,5 miliardi di dollari) e le ESG BiC strategy (0,4 miliardi di dollari) hanno guidato gli acquisti di febbraio, mentre le strategie environment-based hanno registrato deflussi per 0,3 miliardi di dollari – in linea con i dati di dicembre e gennaio.