La view di Hyomi Jie,  portfolio manager – FF China Consumer Fund, sulla geopolitica, sui crescenti casi di Covid in Cina e su come questo potrebbe avere un impatto sulla traiettoria di crescita del paese

Molte delle recenti notizie negative e dell’attività dei mercati hanno riguardato più il sentiment che i fondamentali economici sottostanti. Ciononostante, monitoriamo costantemente il modo in cui questi problemi potrebbero avere un impatto sui titoli sottostanti la strategia e rivalutiamo le valutazioni e le prospettive di guadagno attuali e attese.

ADR cinesi.

Nonostante il delisting degli ADR (American Depositary Receipt) non sia un argomento nuovo, le recenti preoccupazioni si concentrano sulla liquidità e sulla domanda. Mentre questi titoli sono completamente negoziabili sulle loro linee di quotazione negli Stati Uniti e a Hong Kong, una parte degli investitori istituzionali globali non sarà in grado di detenere titoli quotati a Hong Kong a causa del mandato o dei requisiti di conformità, mentre molti investitori retail stranieri potrebbero non voler detenere azioni quotate a Hong Kong a causa dei diversi fusi orari di trading e delle complicazioni nella gestione dei conti.

Siamo pertanto consapevoli che il delisting degli ADR statunitensi potrebbe inevitabilmente comprimere la liquidità e smorzare il sentiment degli investitori, provocando un sell-off indiscriminato su tutta la linea. Tuttavia, come evidenziato in precedenza, è altrettanto fondamentale notare che questa attuale preoccupazione sta toccando la liquidità e il sentiment, più che i reali fondamentali delle aziende. La strategia China Consumer non ha alcuna esposizione ai cinque nomi aggiunti al Holding Foreign Companies Accountable Act (HFCAA).

Per quanto riguarda gli altri ADR, il fondo mantiene un’esposizione molto limitata in quanto la maggior parte delle partecipazioni ADR statunitensi è già stata gradualmente convertita in una quotazione su HK negli ultimi due anni. Nell’ambito delle attuali partecipazioni ADR del portafoglio, tutte sono a doppia quotazione a Hong Kong, quindi l’impatto potenziale per il fondo è molto limitato anche in caso di delisting statunitense. La maggior parte delle aziende cinesi con una quotazione negli Stati Uniti, infatti, sono focalizzate sulla tecnologia o sui consumi e la domanda sottostante è legata alla crescente classe media cinese e alla salute dell’economia interna.

Pertanto, invece di vendere sul ritorno delle notizie sugli ADR, ho mantenuto un’alta convinzione in aziende come Moutai e Mengniu, poiché hanno un forte potere di determinazione dei prezzi e la crescita strutturale della domanda dei consumatori per i prodotti premiumization rimane solida. Nel frattempo, sto aumentando la posizione su HKEX poiché credo che l’azienda dovrebbe beneficiare dell’elemento di lungo periodo legato al fatto che più aziende chiederanno la quotazione primaria su Hong Kong.

Russia/Ucraina.

Questo tragico conflitto e le crescenti tensioni geopolitiche potrebbero provocare interruzioni nelle catene di approvvigionamento e far salire l’inflazione globale. Ma se l’impatto diretto sui consumatori cinesi è relativamente limitato ed è meno preoccupante di quelli in Europa e negli Stati Uniti (dato che la Cina è meno dipendente dalle importazioni di energia e cibo), i rischi di ricaduta geopolitica sembrano più impegnativi per il Paese. Questo premio al rischio elevato riflette le preoccupazioni più ampie degli investitori internazionali su: a) potenziali rischi di sanzioni, dato che la Cina non ha preso completamente le distanze dalla Russia; b) rischi di separazione dei mercati finanziari tra Cina e Occidente, in particolare il rischio di delisting per gli ADR. La retorica del governo cinese intorno al conflitto è difficile da valutare, ma ciò che è chiaro in questo frangente, è che – a differenza della strategia russa “a tutti i costi”, le ambizioni della Cina dipendono da un’economia globale relativamente aperta nel commercio (non dimenticate che la Cina è il più grande esportatore del mondo dal 2009) per soddisfare i propri interessi … quindi penso che la Cina abbia poco da guadagnare e probabilmente molto da perdere dall’essere alleata della Russia. In occasione della recente riunione delle “Two sessions” – l’assemblea annuale che riunisce gli organi di governo cinesi – è stata anche ribadita l’intenzione dei politici di rimettere la stabilità economica e la crescita in cima all’agenda. Ancora una volta la loro posizione politica è stata chiara: il 2022 sarà un anno di rilancio della crescita. Con questo in mente, mi aspetto che la liquidità migliori con l’annuncio di varie misure di stimolo – come gli sconti fiscali, l’allentamento dei mutui e l’impegno all’espansione dei consumi interni.

La politica zero Covid cinese.

L’aumento dei casi di Covid e le chiusure sporadiche di grandi città come Shanghai e Shenzhen possono rallentare le abitudini di consumo, ritardando così la ripresa macro della Cina. Per quanto riguarda la produzione e le potenziali preoccupazioni della catena di approvvigionamento, anche se Shenzhen è sede di molte aziende, non è necessariamente sede degli stabilimenti produttivi in quanto è una città molto costosa, quindi non è il luogo ideale per una produzione a basso costo. Ad ogni modo, anche se le aziende con attività a Shenzhen dovranno fermare la produzione per una settimana – termine dell’attuale lockdown -, per molti prodotti tecnologici non è “alta stagione”, pertanto mi aspetto un impatto limitato – a meno che, naturalmente, i blocchi non venissero prolungati.

Tutto questo impatta sulla crescita?

Tra l’incertezza del mercato globale e un generale scenario di investimento “risk-off”, la volatilità dei mercati sta pesando sui titoli azionari, con le aree growth che hanno visto un maggiore sell off. Questo, a sua volta, ha avuto un impatto sulle società di servizi di comunicazione e sui beni di consumo discrezionali con un’ampia liquidità. Dall’altra parte, le aree value del mercato, come le banche e i titoli legati alle materie prime hanno sovraperformato nell’attuale contesto di mercato.

Come da mandato del portafoglio, queste non sono aree in cui tipicamente investiamo, pertanto l’esposizione sottopesata a questi settori ha ridotto i rendimenti relativi. Pur riconoscendo che la domanda di titoli difensivi e a basso beta è elevata in un periodo di incertezze, alcune opportunità value sono fondamentalmente costose se si prende in considerazione il loro potenziale di crescita. Pertanto, è vitale, più che mai, capire che a fronte di un contesto di mercato in cui le azioni dei prezzi sono pesantemente influenzate dalle oscillazioni del sentiment e dall’avversione al rischio, questo fornisce una guida per valutare le opportunità di rischio/rendimento in quanto vediamo un disallineamento tra fondamentali e valutazioni.

Alla luce di qu, continuo a prediligere le opportunità di crescita, specialmente quei nomi growth di alta qualità a sconto, con forti fondamentali ma che hanno visto un significativo de-rating nel recente sell off. Inoltre, continuo a credere che il tema del consumo rimanga un driver chiave del PIL cinese e che fornirà una crescita più forte rispetto al mercato più ampio. Infatti, dopo il drammatico crollo degli ultimi due giorni, i settori growth stanno vedendo un forte rimbalzo oggi con nomi tecnologici come Meituan, JD.com, entrambi in crescita del 30%; Tencent in crescita del 22% mentre parliamo. Il che dimostra che il mercato è principalmente guidato dal sentiment piuttosto che dai fondamentali in questo momento.


Avatar di Sconosciuto
Redazione

La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.