Intervista a Massimiliano Schena, Direttore Investimenti Symphonia SGR

Dopo aver sovraperformato per 12 degli ultimi 13 anni, cosa vi aspettate dall’equity Usa per i prossimi anni?

Nel breve termine il mercato americano presenta un significativo premio valutativo (sul 2023 P/E di 19.9x per lo S&P500 contro 12.7x per lo STOXX Europe 600). E, di conseguenza, è possibile che nei prossimi mesi questo gap sulle valutazioni venga parzialmente riassorbito.
Per contro, le politiche economiche maggiormente focalizzate sulla crescita, l’elevata produttività del lavoro, la posizione di leadership sul fronte tecnologico e la composizione del mercato azionario (con una elevata incidenza di settori, come quello tecnologico, caratterizzati da elevati tassi di crescita) sono elementi che dovrebbero rendere strutturale la sovraperformance del mercato americano rispetto a quello europeo su un orizzonte temporale di lungo termine.
Anche perché il mercato europeo continua, invece, a essere zavorrato da politiche economiche spesso confuse (anche a causa della mancanza di una chiara leadership politica), da una strategia degli investimenti decisamente meno orientata alla crescita e da una composizione settoriale che vede una prevalenza di settori ciclici e caratterizzati da bassa crescita.
Alcuni studi ipotizzano che la graduale diffusione dei progressi tecnologici guidati all’IA dovrebbe dare una spinta alla produttività degli Stati Uniti. L’intelligenza artificiale riporterà il dominio del mercato azionario Usa?
Le società che hanno allenato i modelli di intelligenza artificiale più complessi hanno sede principalmente negli Stati Uniti. E fanno capo ai giganti dell’high tech. Google, Microsoft, Amazon e Meta hanno investito nel corso degli ultimi anni decine di miliardi di dollari in capacità di server, allo scopo di fruire direttamente e vendere ai loro clienti le potenzialità sviluppate con i modelli.
I costi straordinari di sviluppo rappresentano al momento una barriera elevata all’ingresso per molte società di medie e piccole dimensioni, che al meglio possono noleggiare capacità di server per creare modelli dedicati a settori e nicchie specifiche di loro interesse.
Dunque, in una prima fase buona parte dei ritorni sugli investimenti in intelligenza artificiale saranno appannaggio delle big tech americane. Ma col calare dei costi di sviluppo dei modelli una parte crescente di questi ritorni si sposterà verso i loro clienti e concorrenti.
I guadagni di produttività ipotizzabili, in maggiori vendite e minori costi, saranno positivi per i margini in aggregato. Ma distribuiti in maniera non uniforme. In alcuni settori, con la democratizzazione dei nuovi mezzi tecnologici, è ragionevole attendersi una crescita progressiva della competizione, dunque pressione sui margini.
I guadagni di produttività saranno più positivi per i Paesi, come gli Stati Uniti, in cui l’adozione delle nuove tecnologie è più rapida. E rappresenteranno un rischio competitivo per le società attive sui mercati internazionali lente al cambiamento.
Molti esperti ritengono che l’IA generativa sarà presto utilizzata da società di tutte le dimensioni, perché il costo non sarà un impedimento per l’adozione. Le società di grandi dimensioni potrebbero avere il vantaggio di grandi quantità di dati privati con cui allenare modelli proprietari. Ma potrebbero essere più lente a implementare le tecnologie. Mentre start-up innovative potrebbero rappresentare una minaccia competitiva da non sottovalutare in molti settori.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

