Flavio Carpenzano, Asset Class Lead Fixed Income, Europe e Asia di Capital Group

 

AI

L’intelligenza artificiale (IA) ha il potenziale per trasformare rapidamente le nostre vite, influenzando il modo in cui lavoriamo, apprendiamo e interagiamo.  Gli effetti dell’IA sugli investimenti vanno ben oltre le azioni tecnologiche: ad esempio, il suo impatto sul mercato obbligazionario viene spesso sottovalutato.

 

Investitori in titoli di Stato: l’IA può portare a un appiattimento della curva?

Uno degli effetti più significativi dell’intelligenza artificiale potrebbe riguardare i livelli di debito sovrano a lungo termine. Dalla Crisi finanziaria globale (CFG) del 2008, infatti, abbiamo assistito a un mutamento radicale nelle dinamiche di debito a livello globale

I governi dei mercati sviluppati hanno generalmente registrato un aumento significativo dei livelli di debito, principalmente per la necessità di stimolare le economie attraverso la spesa fiscale dopo la crisi. Questa tendenza è continuata durante la pandemia.  L’IA potrebbe rivelarsi un alleato inatteso per le sfide legate al debito sovrano attualmente affrontate dagli investitori.

 

La produttività e i suoi effetti sui rendimenti obbligazionari di lungo termine

Una maggiore produttività esercita in genere una pressione al ribasso sul costo unitario della manodopera e sull’inflazione, consentendo alle economie di produrre più beni e servizi utilizzando gli stessi input, o anche meno. In altre parole, un’economia può raggiungere uno scenario ideale di crescita, con livelli più elevati di PIL nominale senza generare pressioni inflazionistiche corrispondenti.

Flavio Carpenzano

Ciò suggerisce che un aumento sostenuto della produttività può contribuire ad appiattire la curva dei rendimenti, con aspettative di crescita di lungo periodo in aumento e inflazione ancora contenuta. Di conseguenza, i tassi di interesse a lungo termine potrebbero crescere meno rispetto a quanto accadrebbe in uno scenario di crescita trainata dalla domanda, più soggetta a pressioni inflazionistiche.

I benefici di un aumento della produttività indotto dall’IA non si limitano, tuttavia, agli effetti sull’inflazione: la tecnologia potrebbe infatti anche offrire ai governi l’opportunità di raggiungere la sostenibilità del debito.

Le analisi condotte per il nostro documento “La grande ristrutturazione globale” mostrano come, in passato, abbiamo sottovalutato gli incrementi di produttività derivanti dalle nuove tecnologie. Considerando come caso di studio l’era dei PC, risulta evidente come questa sottovalutazione della produttività abbia generato benefici superiori alle attese, sia sul rapporto debito/PIL, sia sulle partite correnti negli Stati Uniti.

Se dovesse verificarsi nuovamente un fenomeno simile a quanto avvenuto durante l’era dei PC, l’IA potrebbe anche offrire alle economie sviluppate una soluzione ai crescenti problemi di sostenibilità del debito globale, portando a rapporti debito/PIL inferiori alle attese.

 

Implicazioni per i titoli di Stato e considerazioni a livello regionale

È troppo presto per stabilire se l’intelligenza artificiale sarà effettivamente in grado di generare questi benefici. Anche se l’impatto dell’IA sull’appiattimento delle curve dei rendimenti fosse confermato, la fase di transizione sarà probabilmente irregolare. Picchi iniziali di spesa in conto capitale (capex) e colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento potrebbero generare pressioni inflazionistiche sul breve termine prima che si concretizzino gli incrementi di produttività.

Sono, inoltre, rilevanti le considerazioni a livello regionale. Alcune economie hanno infatti dimostrato maggiore efficienza nell’implementare nuove tecnologie e sfruttare i guadagni di produttività; di conseguenza, i benefici legati all’appiattimento delle curve potrebbero distribuirsi in maniera non uniforme tra le diverse regioni.

Storicamente, gli Stati Uniti hanno dimostrato una capacità di adottare rapidamente nuove tecnologie, riallocare il capitale in maniera efficiente e tradurre l’innovazione in incrementi di produttività.

Dalla Crisi finanziaria globale, l’Europa ha vissuto una costante sottoperformance produttiva. L’adozione dell’IA potrebbe offrire un necessario impulso alla produttività, ma è probabile che il ritmo sia disomogeneo tra i diversi Paesi. L’Europa rischia, inoltre, che gli incrementi di produttività legati all’IA non siano sufficienti a migliorare concretamente le traiettorie di debito.

 

Investitori nel reddito e nel credito: un fattore di compressione degli spread?

I mercati del credito sono destinati a essere trasformati dall’intelligenza artificiale, il cui impatto si manifesterà in modi diversi nei vari settori.

 

Obbligazioni corporate

Nel breve termine, gli investitori dovranno capire come assorbire la nuova offerta di debito. Secondo un recente sondaggio di Goldman Sachs, il 70% degli emittenti corporate prevede oltre 500 miliardi di dollari di emissioni di obbligazioni corporate legate all’IA nel corso del 2026. L’aumento delle emissioni offre maggiori opportunità di investimento per gli investitori leader nell’infrastruttura IA, ma comporta anche rischi legati a fattori tecnici sui livelli di spread della nuova offerta, oltre a una maggiore leva finanziaria e pressione sui margini di flusso di cassa. Per le aziende, l’IA rappresenta un importante disruptor dei modelli di business esistenti, destinato a creare sia vincitori che vinti. Da un lato, infatti, l’adozione dell’IA ha il potenziale di trasformare margini e produttività aziendale; dall’altrogli agenti IA potrebbero avere conseguenze significative sulla sostenibilità di alcuni modelli di business.

Nel settore tech, queste aziende sono cruciali per l’infrastruttura IA (chip, cloud, rete), con flussi di cassa solidi e rating investment grade che supportano il servizio del debito. Il capex elevato e le operazioni di M&A (ad es., investimenti in IA di Microsoft) potrebbero esercitare pressione sui margini di flusso di cassa disponibile. Il controllo normativo e l’intensità della concorrenza potrebbero comprimere i margini.

Nel settore sanitario, l’IA accelera la scoperta di farmaci e lo sviluppo clinico, contribuendo a compensare le pressioni sui prezzi e a migliorare il time-to-market. Le modifiche al quadro normativo USA (ad es. il programma di negoziazione dei prezzi dei farmaci Medicare) potrebbero comprimere i margini, con l’IA in grado di mitigare solo in parte le pressioni sui prezzi.

Nei mercati delle obbligazioni corporate la selezione resta dunque fondamentale; non si tratta solo di scegliere tra settori, ma anche di selezionare, all’interno di essi, le società che possono sfruttare al meglio i vantaggi dell’IA nei propri modelli di business.

Conclusioni

L’influenza dell’IA sui mercati a reddito fisso è solo all’inizio e diventerà più evidente nel tempo. Dalla nostra analisi emerge che, nel lungo periodo, gli incrementi di produttività legati all’IA potrebbero portare a un appiattimento delle curve dei rendimenti ma anche che, nel frattempo, incertezza, aumento della spesa ed elevati livelli di debito pubblico potrebbero esercitare pressioni al rialzo, rendendo le curve più ripide. L’impatto sui mercati del credito sarà invece diverso, determinato da emissioni, modelli di business e livelli di adozione della nuova tecnologia.  Per una gestione degli investimenti di successo, saranno dunque sempre più fondamentali una ricerca differenziata e capacità di trading dedicate.


Avatar di Sconosciuto
Redazione

La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.