L’appiattimento della curva dei rendimenti è ormai agli sgoccioli. La mole del debito non consentirà alla Fed di essere troppo hawkish. Gilles Seurat, multi asset fund manager di La Française Am

La Fed ha comunicato che il primo ritocco ai tassi dovrebbe arrivare a marzo. Fin dove credete possa spingersi il rendimento del Treasury decennale nel corso del 2022 e quale forma potrebbe assumere la curva dei tassi Usa?
L’inizio del rialzo dei tassi da parte della FED è previsto per marzo. La questione ora è se i tassi aumenteranno di 25 o 50 punti base, e la situazione è ancora più critica a giudicare dalla Banca d’Inghilterra che si è divisa tra le due opzioni dopo il voto. Lo stesso dibattito avverrà al meeting di marzo della Fed, dato che l’inflazione ha sorpreso sempre al rialzo negli ultimi trimestri. Questa impennata è dovuta all’energia, naturalmente, con il petrolio ai massimi pluriennali, ma non solo: le auto usate sono salite del 51% negli ultimi due anni; gli immobili sono saliti del 16% su base annua, e così via.
Più preoccupante però è il mercato del lavoro che è molto teso, con i salari che aumentano ad un ritmo molto veloce rispetto ai decenni precedenti. La FED ha annunciato che aumenterà i tassi più velocemente che nel 2018 (allora ci furono 100 punti base di rialzo) poiché l’economia è molto più dinamica ora. Pertanto, il mercato sta valutando cinque rialzi da 25 punti quest’anno, il che ci sembra plausibile. Avremo sette riunioni della banca centrale americana tra marzo e dicembre. Data la probabilità di un aumento di 50 punti base a marzo, i mercati potrebbero anche prezzare un po’ di più.
Tuttavia, l’inflazione dovrebbe diminuire nella seconda metà dell’anno grazie agli effetti di base, e anche la crescita probabilmente continuerà a diminuire. Questo significa che i rialzi nell’ultima parte del 2022 e nel 2023 sono meno probabili. I mercati stanno attualmente prezzando 50 punti base nel 2023. Tuttavia, questo potrebbe essere rivisto leggermente al ribasso in futuro.
Tutto sommato, c’è una probabilità che i mercati prezzino più aumenti dei tassi all’inizio del 2022, mentre l’economia sta andando a gonfie vele. Tuttavia, il tasso terminale rimarrà probabilmente basso, poiché l’economia americana è estremamente indebitata e gli aumenti dei tassi avrebbero un impatto negativo sulla crescita.

In questa fase di mercato quali tipologie di titoli di Stato Usa ritenete sia opportuno inserire in portafoglio?
Secondo i forward di mercato, l’anno prossimo la curva sarà piatta. Storicamente, le inversioni di curva sono molto rare e siamo probabilmente alla fine dell’appiattimento. Se l’avversione al rischio dovesse aumentare, ci aspettiamo che la curva risalga perché gli investitori si aspettano una FED meno aggressiva.
In questo contesto, ci piacciono i forward steepener sulla curva dei rendimenti USA come copertura della fine della curva e consideriamo quello attuale come un buon punto di ingresso.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

