Il Nasdaq potrebbe essere schiacciato da un momentum eccessivo

Intervista a Sebastien Galy, Sr. Macro Strategist, Nordea Asset Management

A dispetto delle tensioni politiche interne al Paese e degli effetti nefasti imputabili alla diffusione del Covid-19, il sentiment rialzista sui titoli tecnologici Usa continua a essere spumeggiante. Cosa vi aspettate per il 2021?

Sebastien Galy, Nordea AM
Sebastien Galy, senior Macro Strategist di Nordea AM

Riteniamo che il mercato sia costantemente scollegato dalla realtà, spinto da un eccesso di liquidità che convoglia la maggior parte della propensione al rischio verso un’asset class ristretta, principalmente riguardo i titoli tecnologici statunitensi.

Nell’insieme, questi dipingono un futuro di monopoli e oligopoli tecnologici che difficilmente potrà avere successo. Le aziende crescono, a volte stabiliscono una posizione dominante, ma spesso falliscono.

La domanda è quindi quando la liquidità si contrarrà per riportare una certa dose di realismo. O quando le valutazioni eccessive incontreranno potenzialmente uno shock economico significativo.

Le possibilità di un inasprimento delle condizioni monetarie sono probabili nella seconda metà dell’anno, quando la curva dei Treasury USA si farà più ripida. La possibilità di uno shock economico si presenta se rileviamo che il consumo rimane moderato anche se il mercato del lavoro si restringe.

Questo suggerisce un rialzo per il Nasdaq pari a +8% nella prima metà dell’anno, quando interrompe la sua tendenza al rialzo e poi il percorso si fa imprevedibile. Se la politica monetaria si inasprisce più rapidamente, il calo è maggiore. D’altra parte, se rallenta, il Nasdaq potrebbe avanzare ancora di più per essere infine schiacciato da un momentum eccessivo.

La capitalizzazione dei titoli tecnologici Usa ha superato quella dell’intero mercato azionario europeo. La capitalizzazione della sola Apple vale quanto il Pil italiano. E’ tutto oro quel che luccica?

C’è un detto sul credito che dice che “quando la musica si ferma è meglio sapere cosa si possiede”. Lo stesso vale per il settore tecnologico.

L’esempio paradigmatico è Tesla, cresciuta del 600% in un anno, senza staccarsi dai suoi concorrenti quando il futuro che dipinge è quello del dominio nel mercato dei veicoli elettrici (EV) e quando le sue dimensioni e i suoi guadagni sono piccoli rispetto alla concorrenza. Il mercato degli EV è così complesso da doversi difendere dai competitor? No, anche se la dimensione sembra un problema significativo.

Tesla ha una concorrenza seria, a partire dalla Cina fino all’Europa o agli Stati Uniti. Ma è certamente una narrativa avvincente e questo è il nocciolo del problema così com’era nella bolla delle Dot-com. La differenza è che questa volta si tratta di un’operazione di grande portata che merita di essere inclusa nell’S&P500.

Non è oro tutto ciò che luccica, anche se la domanda qui è se il peso dell’oro sia davvero eccessivo. Secondo Elon Musk, le azioni di Tesla potrebbero crollare come “un soufflé preso a martellate”.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
Advertisement