Il rinnovato appeal del dividend yield della Borsa nipponica

Jupiter

A colloquio con Dan Carter, gestore del fondo Jupiter Japan Select di Jupiter AM

Il Giappone è sempre stato un Paese orientato alla ripresa economica globale. Sarà così anche nel 2021 o il Paese riuscirà a fare meglio degli altri Paesi industrializzati grazie alla migliore gestione della  pandemia?

Quando quest’anno Warren Buffett ha acquistato una quota del 5% in cinque delle più grandi aziende giapponesi ha fatto notizia ma, ancora prima che l’Oracolo di Omaha facesse la sua mossa, il Giappone stava ritornando sotto i riflettori globali. Come investitori di lungo periodo nel Paese, non ci sorprende che il mondo si stia accorgendo di ciò che il Giappone ha da offrire. Il modo conservatore in cui molte grandi aziende giapponesi sono gestite, molte volte con pochissimi debiti, è stato spesso criticato dagli osservatori perché inefficiente.

Ma questo conservazionismo finanziario è diventato il più grande punto di forza del Giappone nel 2020. La mancanza di progressi nelle riforme è stata la grande delusione dell’era Abe, ma l’agenda delle riforme è al centro della “Suganomics” e potrebbe essere la sorpresa del mercato nel 2021. Guardando alla crisi finanziaria globale – quando il settore aziendale giapponese era molto più articolato di quanto non lo sia ora – quasi il 60% delle aziende giapponesi ha mantenuto o addirittura aumentato i propri dividendi in quel periodo.

Dan Carter, Jupiter

I principali indici della Borsa di Tokyo hanno fatto segnare forti rialzi dopo il sensibile calo di marzo 2020. Credete che l’equity nipponico sarà in grado di offrire performance anche nel 2021?

Le azioni giapponesi hanno coronato un 2020 straordinario, chiudendo con un dicembre positivo; in valuta locale, Topix (TSE1) ha mostrato un aumento del 2,8% per un totale del 4,8% per l’intero anno, avendo ad un certo punto a metà marzo registrato un calo del 28,2%. Il mese di dicembre ha visto anche un boom del mercato giapponese delle IPO con ventisette società quotate (o relisting), il più grande dato mensile da dicembre 2014, e la maggior parte delle nuove quotazioni si è apprezzata in modo significativo.

Il debito generalmente basso e il forte profilo patrimoniale del corporate giapponese lascia il paese ben posizionato per resistere a qualsiasi ulteriore volatilità che potrebbe riapparire nel 2021 e ci aspettiamo che le prospettive di dividendo per il Giappone rimangano promettenti, con aziende disposte a pagare e in grado di farlo. Una domanda chiave per il 2021 sarà in che misura il nuovo Primo Ministro Suga continuerà ad esercitare pressioni sull’industria della telefonia mobile, che è sia redditizia sia uno dei principali distributori di dividendi.

 

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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