L’oro è il tradizionale bene rifugio contro l’incertezza politica ma, contrariamente a quanto percepito da molti, non è protezione efficiente contro l’inflazione. Carlo Benetti, Market Specialist di GAM (Italia) SGR
Agli investitori andò bene tra il 1973 e il 1979, il valore dell’oro crebbe del 35% distanziando di molto l’inflazione che correva a quasi il nove percento all’anno. Il gioco si interruppe negli anni successivi: tra il 1980 e il 1984 l’oro perse circa il dieci percento mentre l’inflazione media annua si aggirava a 6,5%. Lo stesso tra il 1988 e il 1991, il prezzo dell’oro diminuiva e l’inflazione correva al 4,6%.
L’oro resta invece un efficace strumento di difesa quando si tratta di proteggersi da shock improvvisi o crisi politiche. Vale d’altro canto la pena ricordare che gli ultimi eventi politici, la morte del presidente iraniano, le tensioni tra Israele e gli organismi internazionali, la politica muscolare della Cina nei confronti di Taiwan, non hanno scosso i mercati: il loro ottimismo è alimentato dagli utili delle società, in modo particolare quelle del settore tecnologico. I mercati hanno ancora voglia di salire, l’indicatore “Risk Appetite” di Goldman Sachs è tornato ai valori del 2021 e si sta avvicinando ai massimi del 1991.
In Ucraina, in Medio Oriente e a Taiwan permangono i rischi di escalation, l’inflazione scende con molta lentezza e i banchieri centrali sono intrappolati nella nostra medesima incertezza, le elezioni presidenziali negli Stati Uniti costituiscono a loro volta un fattore di confusione: sono solo alcuni dei possibili motivi per temere una brusca correzione, gli operatori sembrano mitridatizzati all’incertezza radicale, dosi di veleno quotidiane che ottundono la percezione dei rischi.
I mercati cavalcano il “momentum”, ed è cosa buona, ma parte del “momentum” è alimentata dal FOMO, la paura di restare fuori dalla festa, e questa è cosa meno buona. Quando si pattina sul ghiaccio sottile è il caso di ricordare che la volatilità dei rendimenti dei portafogli dipende non solo dalla volatilità del mercato e delle attività nei portafogli, ma anche dal comportamento degli investitori, dalla loro esposizione reale al mercato nel corso del tempo.
“Il tempo è più grande dello spazio” recita una lirica di Josif Brodskij, il tempo è più importante dello spazio anche nella gestione dei portafogli di investimento: la gran parte dei risparmiatori ha imparato a conoscere i benefici della diversificazione geografica, soprattutto coloro che si avvalgono dell’aiuto di un consulente di fiducia. Ma è altrettanto importante la diversificazione temporale, la pianificazione finanziaria per obiettivi che si sviluppa nello scorrere del tempo, il suo scorrere ininterrotto è l’ingrediente necessario per soddisfacenti risultati finanziari.
Uno studio condotto da due ricercatori nel 2019 ha confermato il dato dell’esperienza, la volatilità dei rendimenti degli investitori è superiore alla corrispondente volatilità dei rendimenti delle attività rischiose. La grandezza degli scostamenti varia “da un minimo del 10% a un massimo del 75%, con un aumento sostanziale dell’orizzonte d’investimento”. In altre parole, sono gli investitori a fare le performance, non il mercato.
John Bogle, nella sua saggezza, arriva alle medesime conclusioni dello studio: il rendimento delle azioni, diceva, è il frutto di due componenti, quella relativa ai fondamentali delle società e quella invece che è l’esito delle emozioni, l’euforia o la paura degli investitori.
Non sappiamo quale sarà l’imprevisto ma sappiamo che qualche imprevisto cambierà la narrazione, per i risparmiatori gestire emotivamente l’incertezza è più importante di qualsiasi esercizio previsivo.
Non esistono portafogli invulnerabili alle oscillazioni dei prezzi ma, scrive il professor Paolo Legrenzi, esistono portafogli che diventano anti-vulnerabili quando piuttosto che cercare di evitare i bruschi, ma ineludibili, movimenti del mercato si preparano all’incendio predisponendo opportune barriere tagliafuoco, con la diversificazione e, appunto, con il tempo, più prezioso dell’oro.
Redazione
La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.

