Inflazione in rialzo: bene i titoli finanziari

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Intervista a Frédéric Dodard, Head of Portfolio Management, ISG*, EMEA, e Jeremy De Pessemier, Senior Investment Strategist, State Street Global Advisors

* Investment Solution Group

Quali asset class ritenete sia opportuno detenere in portafoglio per proteggersi al meglio dal potenziale arrivo di una fase caratterizzata da rialzi dell’inflazione?
Frédéric Dodard

Consigliamo di puntare su bond protetti da inflazione con scadenze a breve e medio periodo (massimo 5-7 anni), obbligazioni High Yield in valuta forte (EUR e USD), commodity e mercati azionari che in passato hanno goduto di una correlazione positiva con l’inflazione.

Per quanto riguarda le azioni, siamo più indirizzati verso il segmento dei titoli finanziari (in particolare banche e assicurazioni ramo vita) dal momento che beneficiano di un contesto caratterizzato da un aumento dei tassi, tipicamente associato a un ciclo di inflazione in rialzo.

I settori legati alle commodity, come l’energia e i materiali, continueranno a beneficiare del persistente e sostenuto aumento dei prezzi delle materie prime e della ripresa del capex.

Le aziende attive nell’estrazione delle risorse naturali potrebbero anche beneficiare dell’aumento dei prezzi delle materie prime, che si traduce in guadagni più elevati. Storicamente queste aziende hanno dimostrato un beta considerevole rispetto all’inflazione, fattore che supporta il loro outlook nei periodi di aumento della domanda e dell’inflazione.

Suggeriamo anche le società quotate del settore delle infrastrutture globali, REIT e/o titoli simili ai REIT e società del comparto agricolo. Queste esposizioni possono essere detenute sia nei mercati sviluppati sia in quelli emergenti e sono accessibili anche attraverso gli ETP.

Credete che l’eventuale rialzo dell’inflazione sia solo temporaneo o rappresenterà la nuova normalità in una fase post-pandemia permeata da tassi crescita dei Pil in accelerazione e necessità di gestire debiti pubblici molto elevati?
Jeremy De Pessemier, State Street Global Advisors, sull'impatto del Covid-19
Jeremy De Pessemier

Ci aspettiamo che la ripresa ciclica si traduca in un incremento dell’inflazione, anche se il punto di partenza è molto basso e non prevediamo che l’inflazione raggiunga livelli particolarmente allarmanti.

L’ottimismo in merito alla reflazione è stato certamente più sostenuto negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Ma stimiamo un incremento dell’inflazione più elevata anche in Europa continentale.

Ci sono tre fattori concomitanti che suggeriscono una ripresa dell’inflazione nel 2021:

1. Maggiori stimoli fiscali negli Stati Uniti, con effetti positivi sulla crescita globale
2. Maggior rapidità nell’implementazione della campagne vaccinali a livello globale. Anche se non è un processo uniforme in tutto il mondo, ogni vaccino somministrato è un passo in avanti verso una più rapida normalizzazione dell’attività economica globale;
3. In relazione al punto 2 e come risultato di un controllo più stretto dell’offerta dell’OPEC, vedremo prezzi dell’energia sostanzialmente più alti nel corso del 2021.

Stiamo quindi cercando di aggiornare il nostro outlook sull’inflazione dell’indice dei prezzi al consumo dell’Eurozona del 2021 dall’1,1% all’1,6%. Mentre stimiamo che nel 2022 si aggirerà probabilmente intorno all’1,4-1,5%.

Al di là dei numeri, la storia dell’inflazione europea è caratterizzata da pressioni cicliche più forti (indicate dai dati dell’indice PMI manifatturiero e dalle nostre attese che l’indice dei servizi registrerà un notevole miglioramento entro l’estate), che combattono contro i venti contrari strutturali di lungo periodo, derivanti dalla bassa crescita potenziale, da fattori avversi di natura politica e da una scarsa crescita demografica.

L’euro più forte contribuisce anche a smorzare gli aumenti dell’inflazione nel breve termine.

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Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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