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Inflazione più alta aiuta a ridurre più rapidamente rapporto debito/Pil

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Inflazione più alta aiuta a ridurre più rapidamente rapporto debito/Pil

Intervista a Jean-Marie Mercadal, Deputy Chief Executive Officer, Chief Investment Officer of Ofi Asset Management

Quali asset class ritenete sia opportuno detenere in portafoglio per proteggersi al meglio dal potenziale arrivo di una fase caratterizzata da rialzi dell’inflazione?
Jean-Marie Mercadal

Come investitore di lungo termine, riteniamo che stiamo arrivando “alla fine della strada”. I tradizionali portafogli 60/40 obbligazionari/azionari, indipendentemente da quale classe di attività sia sovrappesata, hanno avuto una performance notevole in questi ultimi 40 anni, con indici di Sharpe particolarmente efficienti (cioè, rendimenti corretti per il rischio).

Infatti, ogni volta che l’economia rallenta, con le inevitabili ripercussioni negative sugli utili aziendali e quindi sulle azioni, i tassi d’interesse scendono e spingono in alto i prezzi delle obbligazioni. Si dà il caso che gli ultimi 40 anni abbiano coinciso con un lungo periodo di disinflazione e quindi un calo naturale dei tassi d’interesse. Ma quello era allora, e questo è adesso!

Credete che l’eventuale rialzo dell’inflazione sia solo temporaneo o rappresenterà la nuova normalità in una fase post-pandemia permeata da tassi crescita dei Pil in accelerazione e necessità di gestire debiti pubblici molto elevati?
 

Dato l’enorme debito che entrambi i governi (e le aziende) hanno accumulato negli ultimi anni, seriamente aggravato dalla crisi del Covid-19, un’inflazione più alta aiuterebbe a ridurre il rapporto debito/PIL più rapidamente, fornendo una spinta extra al PIL nominale.

Quindi, l’inflazione è ancora una volta un tema caldo. A prima vista, questo sembra essere in contrasto con una sensazione di fondo che le economie occidentali siano precipitate in una sorta di “giapponesizzazione”. Vale a dire un periodo prolungato di deflazione.

Ci sono, diversi fattori che ora puntano a una ripresa dell’inflazione:

– Nel breve termine, ci si aspetta una ripresa economica robusta, guidata dalla vaccinazione. E questo sta spingendo i prezzi delle materie prime verso l’alto. Nel frattempo, la transizione energetica sta comprimendo alcuni settori e spingendo in alto i costi per i produttori. La domanda di semiconduttori sta aumentando sempre di più, a causa dei progressi dell’Internet delle cose e i costi di trasporto sono anche spinti in alto dalla perturbazione del mercato dei container legata al lockdown. E i piani di stimolo potrebbero benissimo esacerbare queste crisi di surriscaldamento.

– A lungo termine, le recenti politiche monetarie dei grandi Paesi hanno destato stupore e, ancor più, timori. Questa massiccia creazione monetaria è nata dall’espansione dei bilanci di tutte le principali banche centrali del mondo. Questo solleva la questione fondamentale della stima delle valute rispetto ai beni reali, una questione resa ancora più pressante dall’impennata delle criptovalute, Bitcoin in particolare.

Nel frattempo, le “guerre commerciali” latenti e la delocalizzazione degli impianti di produzione sono anche in grado di aumentare il prezzo dei beni nel medio/lungo termine e, quindi, di aumentare l’inflazione. Possiamo aggiungere che i governi, che come gruppo sono altamente indebitati, hanno tutto l’interesse a vedere un aumento dell’inflazione, poiché ciò creerebbe condizioni più favorevoli alla riduzione del rapporto debito/PIL.

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Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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