Inflazione probabilmente temporanea ma da non sottostimare

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Lo scenario più probabile resta quello di un breve periodo di risalita dei prezzi, tuttavia, non può essere esclusa una ripresa prolungata nel tempo. Massimiliano Schena, direttore investimenti Symphonia SGR

Credete che l’eventuale rialzo dell’inflazione sia solo temporaneo o rappresenterà la nuova normalità in una fase post-pandemia permeata da tassi crescita dei Pil in accelerazione e necessità di gestire debiti pubblici molto elevati? 

Mentre l’inflazione è attesa recuperare rapidamente nei prossimi mesi, la natura eccezionale dello shock da pandemia crea un’estrema incertezza sul suo andamento a medio termine futuro.

Da un lato i danni creati dall’enorme accumulo di capacità produttiva inutilizzata potrebbero essere più o meno permanenti, come avvenuto dopo la crisi del 2008-2009, e alcune dinamiche strutturali, come quelle demografiche e l’avanzamento tecnologico continueranno ad essere disinflazionistiche.

D’altro canto la disparità sociale ed economica è stata acuita dalla pandemia e rischia di diventare politicamente destabilizzante, da cui il crescente focus dei Governi su politiche fiscali più progressiste e di riconversione strutturale delle economie, anche in ottica verde, per riassorbire più rapidamente l’eccesso di capacità produttiva inutilizzato.

Mentre ci attendiamo che le attuali pressioni al rialzo sui prezzi siano in buona parte temporanee, è anche vero che storicamente periodi di inflazione elevata sono un possibile esito del tentativo di surriscaldare l’economia con lo stimolo fiscale, come sta avvenendo negli USA.

Massimiliano Schena

Quali asset class ritenete sia opportuno detenere in portafoglio per proteggersi al meglio dal potenziale arrivo di una fase caratterizzata da rialzi dell’inflazione?

 

Sul mercato obbligazionario, con il movimento al rialzo dei rendimenti sulla parte lunga della curva che sta trovando poca resistenza dalle Banche Centrali, riteniamo preferibile un’esposizione ai floater e, con approccio opportunistico, su bond inflation-linked su scadenze intermedie.

Per quanto riguarda il credito corporate, in presenza di livelli di partenza storicamente bassi degli spread, l’approccio deve diventare più selettivo. Preferiamo segmenti che possono beneficiare maggiormente di uno scenario inflattivo e di ripresa economica come titoli HY e Ibridi Industriali appartenenti a settori più ciclici, oltre ai subordinati finanziari come AT1 e RT1 , che sono esposti favorevolmente anche al rialzo dei tassi di interesse.

Sul fronte azionario, lo scenario di reflazione sta favorendo una rotazione dal segmento Growth e dalle società di qualità verso il segmento Value ed i comparti più legati al ciclo economico e tra questi si sta progressivamente estendendo anche ai servizi, particolarmente penalizzati dalla limitazione alla mobilità che ha interessato l’ultimo anno, ed al settore bancario, che è positivamente impattato dal rialzo dei tassi di interessi ed in modo particolare dello “steepening” di curva.

La stessa rotazione può sostenere a breve termine anche il settore petrolifero, che pure sta attraversando una fase di grossi cambiamenti strutturali.

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