Intervista a Luca Mori, gestore delegato del fondo HI Algebris Italia ELTIF di Hedge Invest Sgr

 

Cosa vi aspettate dalla Borsa italiana nel 2022? Quali settori privilegiate in questa fase e quale tipologia di titoli potrebbe performare meglio nel medio termine?
Luca Mori

Nonostante un 2021 di forte espansione per l’azionario italiano, crediamo che il 2022 possa essere positivo per il mercato, specialmente per quanto riguarda il segmento delle PMI, per cui ci attendiamo una crescita a doppia cifra.

Alla base di questa nostra convinzione, infatti, possiamo osservare che: 1/ l’attuale consensus di mercato stima il PIL Italiano in crescita del 4.4%, dimostrando che nel 2022 la nostra economia beneficerà ancora della ripresa post-Covid; 2/ il Recovery Fund darà un’ulteriore spinta all’equity italiano, dal momento che i suoi effetti non sono ancora del tutto inclusi nelle stime di mercato, soprattutto nei settori delle infrastrutture e del digitale; 3/ il Governo Draghi, con il suo piano di riforme, sarà di forte aiuto nel solidificare la fiducia del mercato nei confronti della ripresa economica italiana post pandemia; 4/ le valutazioni del mercato italiano rimangono ancora attraenti, specialmente se paragonate con altri mercati, con un livello di FCF yield atteso intorno al 5-6%.

Ragionando con un’ottica di medio-lungo termine, crediamo che occorra concentrarsi su quegli ambiti che sono particolarmente toccati dal PNRR. Il Piano italiano è molto focalizzato su investimenti in infrastrutture e digitalizzazione. Di conseguenza pensiamo che siano questi i due principali ambiti su cui investire nel medio-lungo periodo.

L’inflazione italiana continua a salire (anche se a ritmi inferiori rispetto a quella europea). La crescita dei prezzi al consumo può aiutare a gestire meglio l’enorme debito pubblico, ma potrebbe danneggiare alcune attività economiche quotate. Qual è la vostra view a tal proposito?

Sicuramente l’inflazione e una conseguente politica monetaria più stringente sono i principali rischi per i mercati azionari per il 2022, incluso quello italiano. Questo tema contribuirà senza dubbio a tenere alti i livelli di volatilità almeno per una buona parte del primo semestre, in linea con gli ultimi mesi del 2021.

Tuttavia, crediamo che questi effetti destabilizzanti possano mitigarsi nel corso dell’anno, principalmente per le seguenti ragioni: 1/se ad oggi i prezzi dell’energia spiegano buona parte dell’alto tasso d’inflazione, pensiamo che questi siano destinati a normalizzarsi nel corso dei primi sei mesi; 2/un’inflazione trainata da un aumento del consumer spending può avere dei risvolti positivi sull’economia, in quanto testimonia una forte propensione al consumo dopo il periodo di crisi a causa della pandemia; 3/ ci attendiamo che le Banche Centrali agiscano prontamente con misure meno stringenti nel momento in cui la stretta monetaria dovesse diventare un freno eccessivo per la ripresa economica post-Covid 19.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.